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10 hours ago

“È stato qualcosa a cui aggrapparmi in un momento difficile della mia vita. I miei si erano separati, la famiglia era spaccata a metà e come sempre i figli o se ne avvantaggiano o si perdono. Io stavo con mio padre, avevo da poco lasciato gli studi, non sapevo bene cosa fare da grande. Alla fine mi ha affascinato la moto. Mi ci sono dedicato anima e corpo, come fosse l’unico scopo della mia vita, il che è ben diverso dal cercare una soluzione per vivere.” [Max Biaggi] • Dalle prime esperienze su due ruote a 18 anni, Max utilizza la moto come valvola di sfogo, facendosela amica, la sua migliore amica. Trasforma il periodo di difficoltà avuto in gioventù in qualcosa di più grande : talento, determinazione e un pizzico di sana follìa. Ancora oggi rimane l’unico (assieme a Phil Read) ad aver ottenuto quattro titoli nella serie 250. Approda in MotoGP, e nel 2001 si accende la sua rivalità con Valentino Rossi, col quale si contende il titolo mondiale che però vincerà quest’ultimo. Una delle sue più grandi vittorie risale però a poco tempo fa, quando si riprese dal grave incidente in pista. In quegli attimi di offuscato terrore, Max vede tutto più chiaro. Mette a fuoco la propria vita, quando l’irreversibile si sfiora senza consapevolezza. Max Biaggi ha rischiato sempre, nella sua carriera, eppure quel giorno sulla pista del Sagittario tutto è cambiato. L’ordinario è diventato straordinario, il necessario pare superfluo e quanto conta davvero finalmente è nitido dopo aver pensato di morire. Oggi Max è padre: un padre coraggioso, come coraggiose sono state le scelte intraprese in una vita vissuta in punta di piedi sopra un limite sottile. La linea sottile che separa il folle dal savio, il vincente dallo sconfitto. E Max, con i suoi successi, può ritenersi senza dubbio un vincente. Compie oggi 48 anni Max Biaggi, il Corsaro. Tanti auguri Max!✍️ • • • • • • A cura di lapoesiadeimotori_ maxbiaggi biaggi motogp motorsport aprilia sbk superbike 250 racing rossi46 valentinorossi italy moto storiesportive happybirthday birthday italia rivals

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14 hours ago

Repost romanzosportivo_ Mandela and peinard 25 Giugno 1995, Johannesburg, Sudafrica “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di unire la gente. Parla una lingua che tutti capiscono. Lo sport può creare speranza laddove prima c’era solo disperazione" Esattamente 24 anni fa il Sudafrica si svegliava per la prima volta nella sua storia unito sotto un'unica bandiera, senza differenze, colori, discriminazione. E se non conoscete questa storia, mettetevi comodi e leggetela, perché va oltre lo sport. Questa storia mette i brividi, tanto da ispirare Clint Eastwood a raccontarla nel film Invictus. Nelson Mandela, eletto presidente nel 1994, si convinse che ospitare i Mondiali di Rugby del 1995 fosse un'occasione per unire un paese lacerato dal razzismo. Il Rugby era infatti uno sport giocato dai bianchi, ma l'80% della popolazione era nera. L'idea di Madiba parti' proprio da qui Nei mesi che precedevano l'inizio del torneo, incontrò più volte il capitano Francois Pienaar, bianco come 25 giocatori su 26, per alcuni momenti di avvicinamento tra la nazionale ed il popolo nero. "Avete l’opportunità di fare una gran cosa per il Sudafrica, di unire la gente. Ricordate solo questo, che tutti noi, neri o bianchi, siamo con voi" Il mondiale cominciò e il Sudafrica vinse una partita dopo l’altra. Concluse il girone imbattuto per poi arrivare in finale contro gli All Blacks. Quel 24 Giugno, Nelson Mandela scese in campo con la maglietta di Pienaar, accolto dal tripudio di tutto lo stadio. La partita finì in pareggio, ma ai supplementari un drop diede la vittoria al Sudafrica, e fu Mandela a consegnare personalmente il trofeo a Pienaar, dicendogli: "Grazie per tutto quello che avete fatto per il nostro paese" Pienaar rispose: "No, signor presidente, grazie per ciò che quelli come lei hanno fatto per questo paese" Non ci sono altre parole, solo brividi, solo pelle d'oca sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportlife instagram instagramitalia mandela nelsonmandela rugby rugby15 pallaovale mondiale mondiali apartheid razzismo sudafrica notoracism noalrazzismo rugbymeet instar

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18 hours ago

Oh Paolo Paolo, quel 24 maggio 2009, la serie A ha perso un pezzo della sua gloriosa storia. Una delle ultime bandiere del calcio che ci ha fatto innamorare e che troppo in fretta è stato dato in pasto al dio denaro. Esempio di correttezza, di serietà e di dedizione, mai sopra le righe. Caratteristiche che hanno fatto di Maldini uno dei personaggi più amati del calcio italiano, idolatrato dai suoi tifosi ed ammirato anche dagli avversari. Ma Paolo non è stato solo esempio di serietà; sarà sempre ricordato come uno dei calciatori più vincenti nella storia del Milan e della storia del calcio. Per vincere cinque Champions League, devi avere un certo carattere, una determinazione fuori dal comune. Dopo la clamorosa sconfitta di Istanbul, gran parte dei rossoneri non voleva neanche più mettere piede in campo. Nesta voleva rimanere a Miami e non tornare più, Gattuso non riusciva nemmeno a guardarsi allo specchio, mentre Pirlo pensava di non avere più niente da dare al mondo del calcio. L’unico che ancora ci credeva, era il capitano, Paolo Maldini. Da vero capitano ha preso i suoi compagni “per mano” e li ha riportati sulla retta via. Quella della vittoria. Non è un caso, che solamente 2 anni dopo, Maldini guida i suoi compagni all’ennesima finale di Champions League, ad Atene, nella più classica delle rivincite. Questa volta non c’è storia ed il Milan e Paolo alzano la settimana Champions League della storia rossonera, la quinta nell’era Maldini. Compie oggi 51 anni una leggenda del calcio italiano, colui che detiene il record di presente nel campionato italiano: 647, tutte con la maglia rossonera, con la quale ha totalizzato ben 902 presenze e vinto 26 trofei. Buon compleanno Paolo • maldini maldiniday birthday legend calcio milan acmilan campione sport storiesportive bandiera happybirthday trophy championsleague coppacampioni record rossoneri

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19 hours ago

Repost romanzosportivo_ • • • • • • 26 Giugno 1968, Milano "Sono cresciuto con il mito di mio padre Cesare Il giorno dell'esordio in prima squadra mi disse: "Bravo figlio mio, oggi hai fatto un primo passo Ti auguro di vincere più di me, e di alzare proprio come me, almeno una volta nella vita, una Coppa dei Campioni da capitano, perché è una sensazione stupenda" Da quel giorno, cercai di migliorarmi sempre per poter diventare un giorno il capitano del mio Milan Quando alzai la Champions con la fascia al braccio a Manchester, pensai immediatamente a lui Finita la partita, presi il cellulare e vidi che c'erano svariati messaggi Tra tutti quei messaggi, il primo era quello di mio padre "Paolo sono orgoglioso di te. Papà" Non mi aveva mai fatto un complimento Era fatto così lui Pensai, se Papà ha perso 2 minuti della sua vita per scrivermi questo, vuol dire che ho fatto veramente qualche cosa di importante Tutta la squadra stava festeggiando, ma in quel momento mi passò davanti tutta la carriera Lasciai i miei compagni, e rimasi seduto per pochi minuti a rileggere e rileggere quel messaggio Avevo raggiunto il sogno di mio Padre, quello di alzare la Champions da capitano proprio come lui È stato sempre il mio esempio È un padre silenzioso, che si faceva capire solo con uno sguardo È stato il mio mito, e continuerà ad esserlo per sempre Se sono diventato quello che sono oggi, il merito è tutto il suo" Di padre in figlio, di campione in campione, a dimostrare ancora una volta di più che l'umanità e i sentimenti sono la componente fondamentale di ogni sport C'è chi compie oggi 51 anni vissuti da bandiera, e chi lo guarda dal cielo, compiacendosi ancora una volta in più del figlio che ha cresciuto Tanti auguri a Paolo Maldini, uno dei più forti terzini della storia, semplicemente il numero 3, anche da papà, anche da lassù sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia maldini paolomaldini terzino difensore cesaremaldini giocatore allenatore difensore capitano calcio calciostoriedicalcio storiadelcalcio

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22 hours ago

26 Giugno 1968, Milano "Sono cresciuto con il mito di mio padre Cesare Il giorno dell'esordio in prima squadra mi disse: "Bravo figlio mio, oggi hai fatto un primo passo Ti auguro di vincere più di me, e di alzare proprio come me, almeno una volta nella vita, una Coppa dei Campioni da capitano, perché è una sensazione stupenda" Da quel giorno, cercai di migliorarmi sempre per poter diventare un giorno il capitano del mio Milan Quando alzai la Champions con la fascia al braccio a Manchester, pensai immediatamente a lui Finita la partita, presi il cellulare e vidi che c'erano svariati messaggi Tra tutti quei messaggi, il primo era quello di mio padre "Paolo sono orgoglioso di te. Papà" Non mi aveva mai fatto un complimento Era fatto così lui Pensai, se Papà ha perso 2 minuti della sua vita per scrivermi questo, vuol dire che ho fatto veramente qualche cosa di importante Tutta la squadra stava festeggiando, ma in quel momento mi passò davanti tutta la carriera Lasciai i miei compagni, e rimasi seduto per pochi minuti a rileggere e rileggere quel messaggio Avevo raggiunto il sogno di mio Padre, quello di alzare la Champions da capitano proprio come lui È stato sempre il mio esempio È un padre silenzioso, che si faceva capire solo con uno sguardo È stato il mio mito, e continuerà ad esserlo per sempre Se sono diventato quello che sono oggi, il merito è tutto il suo" Di padre in figlio, di campione in campione, a dimostrare ancora una volta di più che l'umanità e i sentimenti sono la componente fondamentale di ogni sport C'è chi compie oggi 51 anni vissuti da bandiera, e chi lo guarda dal cielo, compiacendosi ancora una volta in più del figlio che ha cresciuto Tanti auguri a Paolo Maldini, uno dei più forti terzini della storia, semplicemente il numero 3, anche da papà, anche da lassù sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia maldini paolomaldini terzino difensore cesaremaldini giocatore allenatore difensore capitano calcio calciostoriedicalcio storiadelcalcio milan acmilan nazionale

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1 day ago

Repost romanzosportivo_ 25 Giugno 1995, Johannesburg, Sudafrica “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di unire la gente. Parla una lingua che tutti capiscono. Lo sport può creare speranza laddove prima c’era solo disperazione" Esattamente 24 anni fa il Sudafrica si svegliava per la prima volta nella sua storia unito sotto un'unica bandiera, senza differenze, colori, discriminazione. E se non conoscete questa storia, mettetevi comodi e leggetela, perché va oltre lo sport. Questa storia mette i brividi, tanto da ispirare Clint Eastwood a raccontarla nel film Invictus. Nelson Mandela, eletto presidente nel 1994, si convinse che ospitare i Mondiali di Rugby del 1995 fosse un'occasione per unire un paese lacerato dal razzismo. Il Rugby era infatti uno sport giocato dai bianchi, ma l'80% della popolazione era nera. L'idea di Madiba parti' proprio da qui Nei mesi che precedevano l'inizio del torneo, incontrò più volte il capitano Francois Pienaar, bianco come 25 giocatori su 26, per alcuni momenti di avvicinamento tra la nazionale ed il popolo nero. "Avete l’opportunità di fare una gran cosa per il Sudafrica, di unire la gente. Ricordate solo questo, che tutti noi, neri o bianchi, siamo con voi" Il mondiale cominciò e il Sudafrica vinse una partita dopo l’altra. Concluse il girone imbattuto per poi arrivare in finale contro gli All Blacks. Quel 24 Giugno, Nelson Mandela scese in campo con la maglietta di Pienaar, accolto dal tripudio di tutto lo stadio. La partita finì in pareggio, ma ai supplementari un drop diede la vittoria al Sudafrica, e fu Mandela a consegnare personalmente il trofeo a Pienaar, dicendogli: "Grazie per tutto quello che avete fatto per il nostro paese" Pienaar rispose: "No, signor presidente, grazie per ciò che quelli come lei hanno fatto per questo paese" Non ci sono altre parole, solo brividi, solo pelle d'oca sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportlife instagram instagramitalia mandela nelsonmandela rugby rugby15 pallaovale mondiale mondiali apartheid razzismo sudafrica notoracism noalrazzismo rugbymeet instarugby rugbygram

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1 day ago

Assen,2017, Gran Premio d’Olanda. Parte dalla seconda fila, il Dottore. Sulla sua Yamaha, l’incognita di un telaio nuovo, fortemente voluto dal talento di Tavullia. In cielo, l’incognita della pioggia : nuvole minacciose si addensano sul circuito olandese. Sulla griglia, l’incognita degli avversari: è passato più di un anno dall’ultima vittoria di Rossi, e i rivali non fanno sconti. Parte bene Valentino, che con una gara in rimonta sorpassa prima Marquez e poi, a quindici giri dalla fine, anche Zarco, portandosi in prima posizione. Mancano dieci giri quando cominciano a cadere le prime gocce di pioggia : molti piloti rientrano, ma non i primi quattro, che battagliano fino alla bandiera scacchi, con sorpassi e staccate sul bagnato. Restano Petrucci e Valentino a contendersi fino alla fine la vittoria, ma è proprio quest’ultimo che la spunta, tagliando per primo il traguardo, sotto la pioggia battente. Esattamente due anni fa, il Dottore costruiva il suo 115º capolavoro. Due anni fa, l’eterno ragazzo con il numero 46 metteva a segno quella che ancora oggi resta la sua ultima vittoria nella classe regina. Con la speranza che,prima o poi, l’immortale leggenda di questo sport, autentica Araba Fenice mai stanca di sognare su due ruote, possa tornare a cantare ancora una volta.✍️🏁 . A cura di lapoesiadeimotori_ • • • • • • motogp motorsport rossi vr46 tavullia valentinorossi yamaha marquez petrux dutchgp assen rain circuit gp racing victory legend record storiesportive stories

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1 day ago

25 Giugno 1995, Johannesburg, Sudafrica “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo, di unire la gente Parla una lingua che tutti capiscono Lo sport può creare speranza laddove prima c’era solo disperazione" Esattamente 24 anni fa il Sudafrica si svegliava per la prima volta nella sua storia unito sotto un'unica bandiera, senza differenze, colori, discriminazione E se non conoscete questa storia, mettetevi comodi e leggetela, perché va oltre lo sport Questa storia mette i brividi, tanto da ispirare Clint Eastwood a raccontarla nel film Invictus Nelson Mandela, eletto presidente nel 1994, si convinse che ospitare i Mondiali di Rugby del 1995 fosse un'occasione per unire un paese lacerato dal razzismo Il Rugby era infatti uno sport giocato dai bianchi, ma l'80% della popolazione era nera L'idea di Madiba parti' proprio da qui Nei mesi che precedevano l'inizio del torneo, incontrò più volte il capitano Francois Pienaar, bianco come 25 giocatori su 26, per alcuni momenti di avvicinamento tra la nazionale ed il popolo nero "Avete l’opportunità di fare una gran cosa per il Sudafrica, di unire la gente Ricordate solo questo, che tutti noi, neri o bianchi, siamo con voi" Il mondiale cominciò e il Sudafrica vinse una partita dopo l’altra Concluse il girone imbattuto per poi arrivare in finale contro gli All Blacks Quel 24 Giugno, Nelson Mandela scese in campo con la maglietta di Pienaar, accolto dal tripudio di tutto lo stadio La partita finì in pareggio, ma ai supplementari un drop diede la vittoria al Sudafrica, e fu Mandela a consegnare personalmente il trofeo a Pienaar, dicendogli: "Grazie per tutto quello che avete fatto per il nostro paese" Pienaar rispose: "No, signor presidente, grazie per ciò che quelli come lei hanno fatto per questo paese" Non ci sono altre parole, solo brividi, solo pelle d'oca sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia mandela nelsonmandela rugby rugby15 ovale pallaovale mondiale mondiali apartheid razzismo sudafrica notoracism noalrazzismo 6nazioni seinazioni italrugby

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1 day ago

L’assurda maratona olimpica di Saint Louis, parte 3/3 Eccoci giunti all’ultimo, incredibile episodio della “saga della maratona di Saint Louis” Infatti, anche quello che sarà poi il vincitore effettivo della maratona, Thomas Hicks, con il peggior tempo di sempre, 3h 28m 53s, non poteva non essere protagonista di un episodio alquanto imbarazzante. Giunto a circa 10km dal traguardo, a causa dell’incredibile fatica dovuta al clima torrido ed alla terra alzatasi per le pessime condizioni del suolo, il corridore stramazza al suolo. Per permettergli di finire la corsa, dopo aver provato inutilmente con dell’acqua, il suo allenatore gli somministra la Stricnina, una sostanza dopante, sciolta inun bicchiere di cognac francese! Pazzesco anche solo a pensarlo. Grazie a questa bomba di doping ed all’aiuto fisico del suo allenatore, che lo sostiene letteralmente fino al traguardo, Hicks conclude incredibilmente i 42km, aggiudicandosi la medaglia d’oro dopo la squalifica di Lorz, che aveva percorso metà della gara in macchina. Al giorno d’oggi, scene del genere non sono nemmeno pensabili, ma anche questi episodi, per motivi diversi dai meriti sportivi, contribuiscono a fare entrare alcuni eventi nella leggenda dello sport. sport sports atletica gym storiesportive stories crazy saintlouis hicks thomashicks first cognac

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2 days ago

Messi day “Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso” [Diego Armando Maradona] • Per diventare una leggenda di un club come il Barcellona, ci vuole una certa stoffa, non basta il talento. Il 16 ottobre 2004, un ragazzino esordisce con la maglia del Barcellona, prendendo il posto di Deco. Da quel giorno, sono passati quindici, fantastici anni, durante i quali Lionel Messi è diventato non solo LA leggenda del Barça, ma a detta di molti, il più forte giocatore di tutti i tempi, the GOAT. Quante volte ci è capitato di dire al nostro amico:” hai visto cosa ha combinato Messi?”; “ma che gol ha fatto Messi?”. Si, questi meravigliosi 15 anni di carriera del Dio Messi, sono costellati di questi momenti. Penso ai cinque palloni d’oro, alle quattro Champions, alle 10 Liga, ai 91 gol, N O V A N T U N O, del 2012, ai quattro gol all’Arsenal, al Bernabeu ammutolito dal suo gol vittoria al 93’, a Boateng che cade su se stesso in area di rigore in semifinale di Champions League e al gol alla Maradona, o alla Messi, fate voi, contro il Getafe. Penso ai Quaranta gol segnati in stagione per il decimo anno consecutivo, ai record di gol e assist nella Liga ed al maggior numero di reti segnate in un singolo campionato: 50. Ricordo quando partiva palla al piede scatenando il panico nelle difese avversarie, umiliando letteralmente intere difese; i tunnel, le magiche punizioni sotto al sette o gli stratosferici assist. Cinque volte capocannoniere della Liga e sei della Champions League, numeri da brividi. • Non siamo interessati alla diatriba su chi sia il giocatore più forte della storia del calcio o su chi sia meglio di chi. Vogliamo solo dirti grazie, Leo. Grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato e che ancora ci regali, quando entri in campo e dimostri a tutti noi quello che sei: il Dio del calcio. messi messiday leomessi birthday barcellona 10 goat legenda calcio emozioni storiesportive sport

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2 days ago

Rosario, Argentina. Nei campetti vicino casa, nella periferia, è solito trovare tantissimi bambini giocare al gioco del calcio. Si narra, che chiunque passasse davanti a quei campetti, si fermasse ad ammirare il suo talento, stropicciandosi gli occhi incredulo dalla difficoltà delle sue giocate. Questa attenzione attirò molte squadre in città, anche le più prestigiose, ma tutte, dopo il provino rispondevano sempre alla stessa maniera: "È troppo basso". Un problema che iniziò a manifestarsi all'età dello sviluppo, dove a 14 anni era alto appena 144 cm e pesava 36 kg. L'unica speranza di crescere per il ragazzino, era iniziare una cura costosissima che purtroppo la famiglia non poteva permettersi. Così la famiglia chiese addirittura alle società di affrontare questa spesa ricevendo solo porte chiuse in faccia. Quando tutto sembrava finito, il sogno di un ragazzino infranto, accadde il miracolo; In un modo del tutto rocambolesco il ragazzo venne chiamato a sostenere un provino con un club famosissimo, anche loro prima di iniziare i test dichiararono al padre: "Se è troppo piccolo, non ha speranze, anche se è bravo". Nemmeno dopo 5 minuti, la stessa persona ritornó dal padre e disse: "Il ragazzo viene con noi, ha un talento unico, qualcosa che va oltre il calcio stesso". Quella persona rassicurò anche la famiglia, dicendo loro che il club avrebbe fornito tutte le cure necessarie per il bene del figlio. Oggi quel bambino compie 32 anni e il club che lo prelevò da ragazzino è ancora lo stesso in cui gioca, il Barcellona. Quel ragazzino si chiama Lionel Messi. Se anche quell'osservatore avesse chiuso le porte, ci saremmo forse persi il giocatore più forte di tutta la storia del calcio. Ma per fortuna non è andata così. Tanti auguri Lio. sport sports calcio football soccer barcellona barça messi lionelmessi lionel legend storiesportive stories ballondor argentina club leo realmadrid liga ligasantander happybirthday fifa messiday

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2 days ago

24 Giugno 1987, Rosario, Argentina "Leo amava i biscotti al cioccolato quando era ragazzo e così gli dissi una una volta: ti darò un biscotto per ogni goal che segnerai Ne segnò 4 e così gli diedi 4 biscotti, poi ne segnò 5 e gliene diedi altri 5 Era basso e non riusciva a colpire la palla di testa ed allora gli dissi: "Ti darò 2 biscotti se mi segni 1 goal con la testa" Leo così prese la palla, scartò tutti i difensori più il portiere, alzò la palla e segnò di testa Leo poi si girò verso di me e disse "Due" L'inizio, più che la fine, molte volte è la parte più bella e poetica di una storia E nonostante le più alte aspettative, come è cominciata l'avventura di Leo Messi in blaugrana è semplicemente da antologia Era il Settembre 2000 quando, appena tredicenne, ottenne un provino con il Barcellona Era alto appena 1 metro e 40 e due anni prima gli era stato diagnosticato un deficit nella produzione di ormoni che ne rallentava la crescita Carlos Rexach, segretario generale del club, rimase estasiato dalle doti di quel ragazzino soprannominato "La Pulga", la Pulce, proprio per la sua altezza, ma il presidente Gaspart non era convinto dell'affare Si arrivò così a Dicembre, quando Horacio Gaggioli, rappresentante spagnolo del giocatore, in una caffetteria di Barcellona minacciò Rexach di offrire il giocatore al Real Madrid Rexach era innamorato di quel funambolo mancino, e non se lo volle far scappare Presero un tovagliolo "Io, Charly Rexach, in presenza di Horacio Gaggioli e Josep Maria Minguella, sono d’accordo all’assunzione di Lionel Messi alle condizioni concordate nonostante il disaccordo interno del club" Quel tovagliolo è ancora oggi conservato in una teca, in quanto venne reso ufficiale da un notaio una settimana dopo Il resto è scritto nella storia del calcio Tanti auguri Leo sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia messi leomessi argentina tovagliolo gaggioli calcio calciatore pulce pulga numero10 barcellona barcelona liga storiedicalcio lapulga copaamerica

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3 days ago

“Era un giocatore di un altro pianeta. Mi viene in mente la rete che fece a Reggio Calabria. Con una finta si liberò di 3 giocatori e poi sparò un missile in porta. In quella partita, ogni volta che la palla si fermava, mi avvicinavo a lui per chiedergli come avesse fatto a fare un gol del genere” Alessio Tacchinardi su Zinedine Zidane • Negli anni 90 e primi 2000, uno dei centrocampisti/trequartisti più forti della storia del calcio,si divertiva a seminare il panico negli stadi di tutto il mondo, il suo nome era Zinedine Zidane. Un artista del calcio, chiamarlo solo “calciatore” è riduttivo dopo tutte le emozioni che ha regalato. Uno straordinario interprete della famosa “Veronica” e autore di giocate meravigliose che scatenavano boati di stupore dei suoi tifosi e di quelli avversari. Un uomo dai piedi fatati, ma dagli occhi di ghiaccio, come il suo sangue; non puoi essere un “normale umano” se solo pensi di fare un cucchiaio su rigore, in una finale mondiale, contro gli acerrimi nemici italiani e con Buffon in porta. Figuriamoci farlo davvero. Zizou, l’uomo della storia francese, il condottiero che ha guidato la sua nazionale alla conquista del primo titolo mondiale, in casa, nel ‘98. E poi, behpoi c’è quel gol. 15 maggio 2002, Hampden Park di Glasgow, finale di Champions League. Real Madrid-Bayer Leverkusen. La partita è ferma sull’1-1, dopo le reti di Raùl e Lucio ed il primo tempo sembra indirizzato verso il pareggio. Poi, c’è quella cosa che non si può insegnare, che non si può allenare. C’è il talento, l’incoscienza del fenomeno; in una parola, grandezza. Un cross dalla fascia sinistra, deviato, si impenna per poi scendere in area di rigore; Zizou si coordina e lascia partire un sinistro al volo che si insacca sotto il sette e che varrà poi la conquista del titolo per i Blancos. Forse, la rete più bella mai siglata in una finale di Champions League ed una delle più belle della storia del calcio. • Compie oggi 47 anni Zinédine Zidane, colui che con la palla faceva quello che voleva, a cui “tiravi pietre e ti rimandava rose”. • zidane zizou francia leggenda sport calcio juventus realmadrid storiesportive soccer birthday legend

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3 days ago

23 Giugno 1972, Marsiglia, Francia "Non è una leggenda la storia che vuole che io mettessi un cappellaccio da pescatore per andare a giocare con gli immigrati, anche se l'ho fatto soltanto un paio di volte A spingermi era il mio compagno di squadra Edgar Davids Lui ci andava matto, lo faceva molto spesso Prendeva la macchina e quando vedeva qualcuno giocare in un parcheggio si fermava per aggregarsi Mi diceva sempre: "E' per loro che dobbiamo giocare, sono queste le partite importanti" E io gli dicevo: "Ok, ma abbiamo gli allenamenti, apparteniamo a un club di alto livello, non possiamo rischiare di infortunarci" Allo stesso tempo, però, lo ammiravo, perché era in grado di fare delle cose del genere" Un professionista riconosciuto ed economicamente molto molto agiato che vuole convincere un compagno di squadra con le stigmate da fuoriclasse e le porte di una carriera meravigliosa spalancate avanti a sé Lo vuole convincere che il calcio debba essere giocato per persone nullatenenti che tirano due calci ad un pallone in un parcheggio e non per i soldi, la fama, la gloria È semplicemente una delle immagini più belle che lo sport possa dare In questo caso, l'appello di Edgar Davids fece breccia nel cuore di chi non si è mai dimenticato le proprie origini, di quella povertà propria della regione della Cabilia, Algeria Settentrionale, dalla quale provengono sia il padre che la madre Il resto, è scritto nella storia del calcio Trequartista dai piedi fatati, visione di gioco, progressione, tecnica sopraffina, fiuto del goal Forte fisicamente, forte di testa, forte con la testa, ma questa è un'altra storia Tanti auguri a Zinedine Zidane, uno dei giocatori più forti di sempre Joyeux anniversaire Zizou • sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore calciatori numero10 manodedios pallonedoro fantacalcio storiedicalcio zinedine zinedinezidane zidane championsleague

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4 days ago

L’assurda maratona olimpica di Saint Louis, parte 2/3 • Dopo l’episodio di Lorz, ancora più assurdo è quello che accade al cubano Felix Carvajal: dopo essere arrivato a New Orleans grazie ad una colletta fatta da persone che credevano alla sua promessa di tornare da vincitore, appena arrivato sperpera tutti i soldi ai dadi ed è costretto a raggiungere Saint Louis in autostop. Ma questa non è la cosa più incredibile. Essendo rimasto senza denaro, Carvajal non può comprarsi una tenuta da corsa ed è quindi costretto a correre con l’unico abbigliamento che ha a disposizione: un abito pesante, essendo partito molti mesi prima col freddo. Ma la comica non finisce qui: il corridore cubano si introduce in un campo di mele, ne ruba una e la mangia. Essendo questa avariata, gli provoca dei crampi allo stomaco che lo costringono a fermarsi per due ore, salvo poi riprendere la corsa ed arrivarequarto. Si avete capito bene, dopo essersi fermato per ben due ore e percorrendo l’intera tratta con un abito civile pesante in un clima torrido, riesce ad arrivare quarto. sport sports atleta atletica storiesportive stories crazy saintlouis carvajal felixcarvajal apple dadi

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4 days ago

22 Giugno 1986, Città del Messico, Messico Se a piedi divini si unisce una mano anch'essa presunta tale, allora il mondo del calcio si ferma, inerme, a contemplare il giocatore più forte di tutti i tempi Sembrava l'avesse colpita di testa, alzando il pugno così da accrescere la propria altezza di quanto bastava per anticipare l'estremo difensore inglese, ingannando non solo l'arbitro, ma il mondo intero, depositando in porta la rete più contestata della storia del Futbol Sia chiaro, non siamo qui oggi ad esaltare un gesto antisportivo, contro l'etica dello sport e profondamente incorretto per quanto subdolo Siamo semplicemente meri cronisti di una delle giornate più controverse della storia del calcio Perché lo si può criticare, ci si può distaccare dall'accaduto, che dovrebbe essere lontano dalla professionalità di un campione come lui, come tante altre cose della sua vita, ma Diego Armando Maradona è lo stesso fenomeno che 5 minuti dopo aver segnato con la "Mano de Dios" prende palla prima di centrocampo, se ne va in mezzo a due con una veronica, avanza verso la porta, salta altri due difensori inglesi, dribbla anche il portiere e segna quello che per tutti è il goal più bello di sempre Esattamente 33 anni fa, El Pibe de Oro scriveva il suo nome una volta di più nella storia dello sport, con una doppietta nei quarti di finale contro l'Inghilterra che valse poi la Coppa del Mondo per l'Albiceleste Da una parte, il goal del secolo, dall'altra, la "Mano de Dios", lati opposti dello stesso profeta del calcio che risponde al nome di Diego Armando Maradona sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore calciatori numero10 maradona elpibedeoro pibedeoro mondiali mondiale manodedios pallonedoro fantacalcio storiedicalcio lamanodedios inghilterra argentina

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5 days ago

Aneddoti olimpici. L’assurda maratona olimpica di Saint Louis, Episodio 1/3 • Nel 1904, si tengono le Olimpiadi di Saint Louis e qui ha luogo la Maratona olimpica più assurda e comica della storia. Vogliamo raccontarvi tre incredibili episodi che hanno reso indimenticabile questo evento. Ai blocchi di partenza, il favorito è Frederick Lorz, che si allena di notte dato che di professione fa il muratore. È il grande favorito ma la sera prima prende una sbronza enorme e si presenta  ai blocchi di partenza completamente ubriaco A metà percorso Frederick si fa la pipì addosso e sviene, dando l’impressione di non poter più continuare. Il suo allenatore, che aveva puntato tutto su di lui, deve escogitare qualcosa pur di farlo vincere. Giunto sul posto, prova a rinvigorirlo gettandogli un po’ d’acqua fresca sul viso, ma non basta, non si regge in piedi; deve escogitare qualcos’altro. Ma cosa? Semplice, passa a prendere il suo assistito e gli fa compiere più della metà del percorso in macchina, per poi farlo scendere a pochi metri dal traguardo per fargli tagliare il traguardo con le braccia al cielo. Dopo qualche verifica, Lorz viene squalificato e la vittoria gli viene giustamente tolta. Se pensate che questo sia assurdo, non perdetevi i prossimi due episodi legati a questa maratona più ignorante che mai. sport sports atletica maratona storiesportive lorzfrederick lorz rubby stories aneddoto part1 saintlouis

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5 days ago

21 Giugno 1970, Città del Messico, Messico Dopo "El Partido del Siglo", la partita del secolo, tutto sembrava in qualche modo già scritto, un film dal copione facilmente deducibile Dopo quel vantaggio buttato via al 92esimo minuto e 30 secondi dei tempi regolamentari seguito dal goal tedesco nel primo tempo supplementare, le reti di Burgnich, Riva e Rivera sembravano aver indirizzato il Mondiale di Messico 70 verso il nostro tricolore a seguito di una delle vittorie più incredibili di tutti i tempi Tuttavia, non avevamo fatto i conti con quattro lettere che da sole compongono e dipingono una leggenda del calcio come Pelé Ancora una volta città del Messico, ancora una volta Stadio Azteca, ancora una volta più di 100000 spettatori sugli spalti Dopo un primo tempo piuttosto equilibrato, con Boninsegna che in maniera rocambolesca riuscì a pareggiare la rete di testa del numero 10, nel secondo tempo il calcio verdeoro prese il sopravvento, dimostrando un divario tecnico purtroppo difficilmente colmabile Gerson, Jairzinho e Carlos Alberto fissarono il punteggio addirittura sul 4 a 1, risultato che non lasciò spazio ad alcuna discussione Esattamente 49 anni fa, il Brasile vinse la sua terza stella, nonostante le stelle sembravano essere dalla nostra parte In realtà, le stelle erano con Pelé, uno dei giocatori più forti nella storia del calcio, scrivendo nel grande firmamento il nome di O'Rey sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife Roma instagramitalia pele brasile mondiali nike adidas sneakers championsleague europaleague seriea fantacalcio calcio calcioformazione bomber samba ginga

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6 days ago

Rubrica grandi rimonte • Mosca, Olimpiadi del 1980, finale dei 200 metri maschili. A causa del boicottaggio antisovietico dovuto all’invasione dell’Afghanistan, gli atleti statunitensi, imbattibili sulla velocità, non partecipano alle Olimpiadi. È un’occasione irripetibile per alcuni atleti e tra questi, c’è Pietro Mennea. “Freccia del Sud” arriva alla finale olimpica dei 200m tra i favoriti, insieme allo scozzese Wells, medaglia d’oro nei 100m e Don Quarrie, campione in carica. Tutta l’Italia segue la gara con il fiato sospeso, la maggior parte con l’orecchio attaccato alla radiolina. Pietro parte in ottava corsia, la più esterna, affiancato proprio da Wells. È una delle peggiori partenze della sua carriera, che lo costringe alla fine della curva che porta agli ultimi 100m in settima posizione. Questo è il momento in cui subentra qualcos’altro, quando non contano più solo il talento e la preparazione atletica, l’istante in cui devi metterci il cuore. Inizia una rimonta pazzesca, mentre tutta l’Italia si alza dai divani e dalle poltrone. “ Recupera, recupera, recupera, recupera, recupera ”, urla Paolo Rosi in telecronaca, per lasciarsi andare poi ad un “ha vinto, ha vinto” quando Mennea taglia il traguardo per primo, vincendo la medaglia d’oro, portando a termine un’incredibile rimonta che passerà alla storia come uno dei più grandi capolavori dello sport italiano della storia. 🇮🇹 rimonta atleticaleggera 200m mennea italia mosca1980 olimpiadi sport storiesportive finale

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1 week ago

Con la Seconda Guerra Mondiale alle porte, nel 1938 l’Italia campione del mondo in carica si avvicina al mondiale in Francia sommersa dalle polemiche, in un clima politico arroventato, con Pozzo ed i suoi ragazzi accusati di avere un ruolo propagandistico nell’Italia di Mussolini. Un mondiale in cui politica e pallone vanno a braccetto: ogni partita suscita polemiche. La stampa francese continua a sostenere che la vittoria dei mondiali del’34 sia stata solo frutto dei favori arbitrali, perché quello doveva essere “il Mondiale di Mussolini”. Nel ‘38, i francesi erano chiamati a ribaltare il dominio azzurro degli ultimi anni, spinti anche dal pubblico di casa. Ma quando le due nazionali arrivano al confronto diretto, non c’è partita: Francia-Italia 1a3. Il cammino dei campioni del mondo in carica sembra diversi interrompere quando in semifinale si trovano di fronte il Brasile, grande favorito per la vittoria finale. I “verde-oro” in un impeto di arroganza, si erano addirittura permessi di acquistare in anticipo i biglietti aerei per la finale di Parigi. Ma, come spesso succede in questi casi, le cose non vanno come previsto: 2-0 e brasiliani a casa. Gli azzurri, data la scarsa presenza di voli all’epoca, pregano i brasiliani di ceder loro i biglietti per Parigi: i carioca rifiutano, ancora stizziti per l’eliminazione clamorosa in semifinale. Così, la compagine di Pozzo, arriva a Parigi in un Treno affollatissimo, senza posti a sedere. Nonostante ciò, in finale non c’è storia e nemmeno la grande Ungheria di Puskas riesce a tenere testa agli azzurri, che dominano la partita, vincendo 4-2. Nonostante in pregiudizi politici, alla fine tutto lo stadio applaudì i campioni del mondo, che vinse il mondiale contro tutto e tutti. • 81 anni fa, l’Italia si laureava campione del mondo per la seconda volta consecutiva, dimostrando a tutto il mondo di non aver bisogno di aiuti arbitrali dovuti a pressioni politiche e di essere semplicemente la nazionale più forte di tutte.🇮🇹 • italia mondiale 1938 calcio leggenda azzurri storiesportive sport racconti finale tb

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1 week ago

🎯🇮🇹🇮🇹SETTEROSA - STORIE DI SPORT: L'ISTINTO🇮🇹🇮🇹 Ai Giochi Olimpici di Atene 2004 le azzurre non giocarono benissimo pur essendo più forti della Grecia. Hanno rischiato di perdere una medaglia che inseguivano da anni. Non era la prima volta che disputavano partite al cardiopalma. Era il loro marchio di fabbrica. Un modo per tenere sulle corde i tifosi incollati alla TV. Ovviamente per rendere la partita ancora più interessante, le azzurre arrivarono ai tempi supplementari portando scompiglio al palinsesto della RAI. Infatti il TG2 lasciò spazio alla legenda del Setterosa e gli spettatori aumentarono da 3.600.000 a 5.200.000 con uno share del 47%: un record per una disciplina minore. Il goal decisivo fu segnato da Melania Grego. Il suo punto di forza è sempre stato mantenere la lucidità anche nei momenti difficili di alta tensione dove la stanchezza comincia a farsi sentire. Non c'è tempo per pensare ma ci si affida all'istinto di eseguire un gesto provato migliaia di volte. L'azzurra intervistata al termine della partita da un giornalista, dichiarò che non si ricordava già nulla di quel goal. Era così in trance agonistica che ricevuta la palla è andata in automatico a fare l'unica cosa possibile in quella situazione. Tantissimi auguri alla grande Melania Grego👀🐯💗 storiedisport storiedidonne occhiditigre setterosa 7rosa (foto Claudio Scaccini Fonte intervista La repubblica 26 Agosto 2004) instagramers pallanuotocemminile waterpolo pallanuotoitalia istinto atene2004 blog storiesportive

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1 week ago

Un allenatore vincente lo si vede dai risultati, dai trofei che vince, da come gioca la sua squadra ma soprattutto dalla mentalità. E lui ovunque è andato ha portato una mentalità vincente. Il momento più difficile della sua carriera da allenatore è il periodo a Madrid, dove un presidente abituato a vincere vedeva sfumare la Liga e la Champions nonostante ogni anno spendesse tantissimi soldi su giocatori e allenatori, senza mai arrivare a concludere nulla. Poi se i senatori creano un complotto è la fine. Nel 2006 a Madrid, arriva Van Nistelrooy, un giocatore che è ben abituato a fare gol. Ed eppure come detto poc'anzi i senatori bussarono la porta di Don Fabio e gli dissero : "Mister, noi pensiamo che Ruud non sia all'altezza. Non gli passeremo la palla". Silenzio. Dopo 30 secondi di silenzio assordante, la risposta di Capello: "Se qualcuno di voi, si azzarda a fare una cosa del genere, lo sostituisco". In quell'anno Van Nistelrooy eguagliò il record di Hugo Sanchez segnando in sette partite consecutive con la maglia blanca, vinse il premio di Pichichi e la Liga. Pugno duro, tantissimo carattere da vendere, disciplina, giocatore e poi allenatore grintoso, persona che non si accontenta mai e cerca sempre di migliorarsi, mentalità vincente, padre. Il suo palmarés parla da solo: 5 scudetti, 3 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa Europea, 2 Campionati Spagnoli. Oggi è il giorno del suo compleanno, tanti auguri Don Fabio. sport sports calcio football soccer seriea asroma roma laliga realmadrid acmilan juventus spal coach mister allenatore storiesportive stories happybirthday buoncompleanno donfabio fabiocapello capello italia

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1 week ago

🎯SETTEROSA - STORIE DI SPORT: LA CREATIVITA' Le avversarie storiche della nazionale di pallanuoto, come australiane, americane, ungheresi e russe, sono sempre state fisicamente più potenti. Questo non vuol dire che un'atleta alta 160cm non possa praticare la disciplina più faticosa tra tutti gli sport e che ama con tutta se stessa. Antonella DI Giacinto, atleta storica del Setterosa, ha sfruttato la sua creatività per compensare la differenza di potenza fisica, inventandosi tiri particolari per adattare il suo essere destra dalla posizione di mancina. Tantissimi auguri a un super atleta azzurra Auguri Anto💟💗👀🐯 storiedisport storiedidonne occhiditigre setterosa 7rosa antonelladigiacinto instabooks blog pallauotofemminile waterpolo pallanuotoitaliana nazionalepallanuoto pallanuotogirls storiesportive mentalitavincente coaching pallanuoto worldwaterpolo creativita

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1 week ago

18 Giugno 1946, San Canzian d'Isonzo "Quando parlavo io nello spogliatoio tra il primo e il secondo tempo, non volevo che parlasse nessuno, perché avevo già poco tempo per dare indicazioni alla squadra e non volevo lo si sprecasse inutilmente Una volta, quando allenavo il Real Madrid, ero in piedi a parlare davanti ai giocatori seduti che ascoltavano in silenzio, quando ad un certo punto si alza un giocatore Era un giovane, e mi dice “No, io penso che dovremmo fare invece questo, questo e questo…” Così mi sono avvicinato a questo giocatore, mi sono tolto la giacca e gliel’ho data, poi ho detto alla squadra “Avete un nuovo allenatore” e sono uscito dallo spogliatoio… Quel giocatore tra l’altro l’avevo fatto prendere io Aveva 20 anni, era Clarence Seedorf…” Carattere, disciplina, rigore morale, in due sole parole, Fabio Capello Professionista esemplare, allenatore duttile, ma soprattutto uomo capace di portare la cosiddetta mentalità vincente ovunque mettesse piede Sarà capace di vincere 4 Scudetti, 3 Supercoppe Italiane, una Coppa dei Campioni ed una Supercoppa Europea in appena 5 stagioni con il Milan, oltre a 2 Scudetti con il Real Madrid ed uno, storico, un giorno prima del suo 55esimo compleanno con la Roma di Franco Sensi A volte, dietro un apparente carattere burbero può celarsi una profonda umanità, una notevole comprensione, una sorta di spirito paterno E Capello per alcuni giocatori è stato proprio questo, non solo un uomo che gli ha insegnato a vincere, ma ancor più importante, un uomo che gli ha insegnato la vita, rappresentando un prototipo di guida tecnica e umana che oggi sta purtroppo scomparendo Tanti auguri ad uno degli allenatori italiani più forti e vincenti di sempre, buon compleanno Don Fabio sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife Roma milan spagna realmadrid nike adidas sneakers juventus ligaspagnola championsleague europaleague seriea fantacalcio calcio calcioformazione bomber asroma

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1 week ago

Se scrivi Roma si legge Totti. Un binomio che per tutti gli amanti del calcio è durato per trent'anni. Amore indiscusso per la maglia, la città, la gente, per tutto. Ha messo sempre la Roma davanti a tutto. Ma purtroppo come tutte le cose, anche questo amore è giunto alla fine. Un Totti con la voce rauca annuncia il suo addio alla Roma. Poche parole ma ben dirette che rimbombano nella stanza e nella mente di tutti. "Avrei voluto lavorare sull'area tecnica, ma non me l'hanno concesso Gli allenatori passano, i giocatori passano, le bandiere no". 17 giugno 2001 - 17 giugno 2019, diciotto anni esatti dallo scudetto giallorosso, oggi più di ieri, sembra più lontana quella data. Sperando in un arrivederci e non in un addio. Augurandoti il meglio Ciao Francè! 💛❤️ sport sports calcio football soccer seriea asroma roma giallorossi lupa storiesportive bandiera totti francescototti 10 capitano erpupone love primalaroma italia

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1 week ago

È il 17 giugno 1970 ed è mezzanotte in Italia, mentre in Messico sono le 18 in punto. Il giorno dopo si va a lavorare ed eppure milioni di italiani sono con gli occhi attaccati alla televisione. La TV trasmette in bianco e nero, le immagini non sono del tutto nitide, ma il fascino dei mondiali è qualcosa di speciale. È la semifinale dei Mondiali. È Italia-Germania. Dopo appena otto minuti ecco che esplode già la gioia. Uno splendido tiro di Boninsegna, al termine di una combinazione con Riva, porta in vantaggio l’Italia. Passano i secondi, i minuti, arriviamo ad oltre due minuti e mezzo i tempi regolamentari quando, dopo l’ennesimo cross, il difensore tedesco Schnellinger, che mai aveva segnato in nazionale, completamente solo in area, segna il gol del pareggio. Una beffa che profuma di disfatta. Si va ai supplementari. Pronti e via, la Germania passa in vantaggio, segnando di testa con Gerd Muller. Tutto sembra finito, si respira aria di disperazione ma inaspettatamente un altro difensore, anche lui poco pratico al gol, questa volta italiano, Tarcisio Burnich, pareggia. Un sospiro di sollievo che, un minuto prima della fine del primo tempo supplementare, si tramuta in gioia incontenibile quando Gigi Riva con uno straordinario assolo segna il 3-2. Siamo di nuovo avanti. Questa volta tutti sono convinti che la partita è vinta, che sia finita. Ma l'unico a crederci dei tedeschi è Beckenbauer, il forte capitano tedesco, che rientra in campo con un braccio fasciato intorno al collo, in seguito alla lussazione della spalla. Infatti al quinto minuto del secondo tempo supplementare da un calcio d’angolo per i tedeschi, Seeler colpisce di testa, la palla sembra indirizzata fuori, ma Muller interviene di testa, trovando uno spiraglio tra il palo e Rivera che non riesce a intervenire. La Germania ha pareggiato ancora. Ma questa è la partita dei colpi di scena e la suspense, la tensione e l’eccitazione non hanno fine. Così l’immagine di Rivera appoggiato al palo, disperato, conscio che quell’errore poteva rivelarsi fondamentale per le sorti della gara, è presto dimenticata quando Boninsegna se ne va sulla fascia e mette al centro una palla che arriva proprio a CONTINUA

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1 week ago

17 Giugno 1970, Stadio Azteca, Città del Messico, Messico Ci sono momenti che, anche a distanza di anni, resteranno indelebili nella storia dello sport, ed uno di questi avveniva esattamente 49 anni fa in quella che, ancora oggi, è ricordata come "El Partido del Siglo", la partita del secolo 16 ora locale, mezzanotte ora italiana, caldo torrido e afoso che non ferma la passione dei 102mila sugli spalti Nella monumentale struttura di Città del Messico va in scena Italia Germania dell'Ovest, semifinale dei Mondiali, raccontata dalla storica voce di Nando Martellini La successione degli eventi è semplicemente da antologia Dopo 8 minuti Boninsegna porta in vantaggio gli azzurri Il muro italiano dura fino ad oltre i 90 minuti di gioco, ma il difensore Schnellinger gela la nostra penisola al minuto 92 e 30 secondi Si va ai supplementari, e Franz Beckenbauer, il Kaiser, rimane in campo nonostante una lussazione alla spalla e una vistosa fasciatura È battaglia vera l'Italia è sotto shock, e subisce subito il 2 a 1 Proprio quando sembra finita, Tarcisio Burgnich, roccioso difensore friulano, pareggia i conti sul 2 a 2 Alla fine del primo tempo supplementare, è la leggenda di Gigi Riva a scrivere 3 a 2 sul tabellino Secondo tempo supplementare, la stanchezza irrompe come un fiume in piena, e su un calcio d'angolo è Rivera a commettere un errore fatale permettendo a Muller di segnare, è una partita incredibile, 3 a 3 Ma quando tutto sembra finito, proprio lui, Gianni Rivera, si fa perdonare insaccando il 4 a 3 che vale la finale 7 goal totali, di cui 5 nei supplementari Semplicemente, la partita più bella forse del ventesimo secolo sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife Roma instagramitalia germania mondiale nike adidas sneakers uefa nazionale seriea fantacalcio calcio calcioformazione bomber azzurri

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1 week ago

Il 16 giugno 1942 a Brescia, nasce una leggenda, un ragazzo che fin da piccolo aveva la passione delle moto e che lo porterà a diventare il pilota numero uno di tutti i tempi. Se vincere un titolo mondiale apre la porta della storia, conquistarne 15 significa entrare di diritto nella leggenda; trionfare 123 volte in 190 Gran Premi significa sfidare le più banali leggi della statistica. Il regolamento del tempo prevedeva la possibilità di disputare due gare nella stessa giornata, ma soltanto ai fenomeni era concesso di vincerle entrambe dominando classi diverse. Andrebbero aggiunti trentanove podi e gli innumerevoli successi sfumati per un soffio, senza parlare del binomio italiano quasi decennale con la MV Agusta. Eppure il padre, voleva che Giacomo diventasse ragioniere, per poi lavorare nello studio di avvocati di famiglia. Un futuro tranquillo, ma grazie a dio lui scelse la motocicletta e mai scelta è stata più giusta. Oggi è il giorno del suo compleanno. Tanti auguri Ago. sport sports moto motogp ago storiesportive mvaugusta italia gp legend giacomoagostini stories

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1 week ago

16 Giugno 1942, Brescia "Sa, signor notaio, mio figlio comincia a farmi pressioni Ha ora 18 anni, ha una passione evidente per le corse, ma non lo so Lo vorrei ragioniere, è una carriera molto più sicura, senza pericoli Però non vorrei essere troppo severo, non vorrei privarlo di percorrere la strada che più ama, quella in sella ad una motocicletta" Così Aurelio Agostini, quando il figlio Giacomo compì 18 anni, si rivolse al notaio di famiglia, uomo austero ma anche molto saggio, per un consiglio sul da farsi C'è solo un piccolo particolare quel notaio era sordo E fu così che la parola motocicletta arrivò alle sue orecchie leggermente modificata in bicicletta "Dai Aurelio firma, fagli fare sport Lo sport fa bene, soprattutto ai giovani Li tiene lontani da altre distrazioni, altri pericoli" È con questo piccolo aneddoto che esattamente 77 anni fa iniziava la carriera di uno dei motociclisti più forti, forse il piú forte, di tutti i tempi 15 titoli mondiali vinti, molti dei quali scendendo da una moto e salendo subito in sella ad una con cilindrata diversa, dominando qualsiasi corsa a cui partecipava E se ad oggi esiste la possibilità di eseguire paragoni, è solamente grazie a quel ragazzo con il numero 46 cresciuto a Tavullia, altrimenti non si potrebbe neanche aprire la discussione su chi sia il più grande di sempre Nel dubbio, è meglio non scegliere ed esserseli goduti entrambi Tanti auguri Ago sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia ago agostini giacomoagostini mvagusta moto motocicletta motomondiale motogp valentinorossi vr46 valentinorossi46 circuito gara marquez campionedelmondo skymotori

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1 week ago

Si narra che una volta partecipò ad un evento di beneficenza. Doveva affrontare dei calci di rigore calciati da bambini di appena 9 anni. Per rendere la 'sfida' più emozionante, l'associazione promosse una cifra prestabilita per ogni rigore segnato Quel pomeriggio, Oliver Kahn parò tutti i palloni che vide arrivare verso la porta "Non potevo perdere" disse, e noi ci crediamo perché per chi l'ha visto giocare non può non ricordarsi uno dei più forti e autoritari portieri della storia. Quindici anni con la maglia del Bayern Monaco, dove ha vinto tutto, capelli biondi, faccia da duro e cattiveria da vendere. Famose le sue urla e sbraiti contro i difensori, arbitri e avversari. Ogni volta che si allacciava gli scarpini, iniziava una nuova battaglia. Numero 1, leader, trance agonistica e voglia di vincere sempre. Tanti auguri a Der Titan, il Gigante. sport sports calcio football soccer germania BayernMunich storiesportive crazy dertitan oliverkahn goalkeeper captain happybirthday leader trance ucl championsleague stories romanzosportivo_

1983
1 week ago

15 Giugno 1969, Karlsruhe, pieno sud-ovest della Germania In un misto tra leggenda e verità, si dice che una volta Oliver Kahn partecipò ad un evento di beneficenza Doveva fronteggiare dei rigori calciati da bambini di appena 9 anni C'era però un piccolo particolare, ovvero che, per rendere la "sfida" più emozionante, l'associazione che promosse l'evento avrebbe incassato una cifra prestabilita per ogni rigore segnato Quel pomeriggio, Oliver Kahn paro' tutti i palloni che si vide arrivare in porta "Non potevo perdere" disse, e obiettivamente ci crediamo, perché chiunque lo abbia visto giocare non può non ricordarsi uno dei più forti e autoritari portieri della storia, mito eterno del calcio tedesco ed in particolare del suo Bayern Monaco del quale difese i pali per 15 lunghe stagioni, nato esattamente mezzo secolo fa per portare la sua cattiveria nella storia del calcio Lunghi capelli biondi talvolta fino alle spalle, faccia da duro, anima da guerriero Oliver Kahn appartiene obiettivamente ad un'altra generazione, fatta di virtù sacrificio e trance agonistica pura, incarnando lo spirito di chi iniziava una battaglia ogni volta che si allacciava gli scarpini Celebri le sue urla ai difensori, celebri i suoi sbraiti contro arbitri ed avversari, ma soprattutto celebre il suo modo di prendere di petto chiunque avesse davanti, a volte anche con la sua stessa maglia Leader, monumentale, semplicemente eterno Tanti auguri a Der Titan, il Gigante sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife Roma instagramitalia germania nike adidas sneakers iniesta andresiniesta championsleague europaleague seriea fantacalcio calcio calcioformazione bomber

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1 week ago

Tanti Auguri Steffi! tennisitalianews romanzosportivo_ ・・・ 14 Giugno 1969, Mannheim, Germania 900 vittorie in carriera a fronte di sole 115 sconfitte, 22 titoli del Grande Slam, 107 titoli in totale, 377 settimane da numero 1 al mondo potrebbero essere già sufficienti a descrivere la carriera di un'autentica leggenda vivente Ma c'è un numero, oggi, ancor più importante di tutto questo, perché un sabato di 50 anni fa nasceva Steffi Graf, una delle più grandi tenniste di sempre, una campionessa sulla quale, tuttavia, aleggia un alone di mistero 30 Aprile 1993, torneo di Amburgo Dopo il suo primo periodo di dominio nel triennio 1989-1991, le luci della ribalta erano tutte puntate su Monica Seles che si era letteralmente presa la scena Durante i quarti di finale contro la jugoslava Magdalena Maleeva, un uomo di 38 anni ossessionato da Steffi di nome Günter Parche accoltellò Monica Seles rea, a suo avviso, di aver rubato il palcoscenico alla campionessa tedesca La ferita fortunatamente fu soltanto superficiale, ma il trauma e lo spavento allontanarono la Seles dai campi di gioco per 2 anni e mezzo, periodo nel quale Steffi si riprese lo scettro di regina Come avviene spesso in questi casi, la macchina del fango non tardò a piombare nella carriera di Steffi Graf, che fu accusata dalle malelingue di essere in qualche modo complice della sciagura per molti organizzata dal padre La realtà è che quell'evento probabilmente pesó più a lei che alla diretta interessata, perché si sentì in qualche modo colpevole di un qualcosa del quale non aveva la minima responsabilità Tanti auguri Fräulein Forehand, "Miss Dritto" per dirla nel linguaggio delle nostre parti Tanti auguri Steffi Graf sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia tennis tennista tennisti tenniste graf steffigraf monicaseles wta numerouno numero1 wimbledon rolandgarros pallina racchetta sottorete internazionali

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1 week ago

Suo padre Peter è un venditore di assicurazioni che nel tempo libera si diletta come insegnante di tennis. Ed è proprio papà Peter a portare la figlia di appena tre anni su un campo da tennis, ad iscriverla ai primi tornei a cinque, a scorgerne l’innata predisposizione, non solo nell'impatto e  nei movimenti, ma la capacità di capire in anticipo dove l’avversaria manderà la pallina, quella naturalezza nel rientrare al centro del campo dopo aver colpito la pallina, quel qualcosa che non si insegna e che Steffi possiede di suo. A 13 anni Steffi Graf è campionessa europea under18. È considerata una delle tenniste più forti della storia del tennis. Atleta completa, rapida, potente e veloce, il suo colpo più forte era il celebre dritto, che le valse il soprannome di 'Fräulein Forehand' (miss Dritto) e che le consentì di essere a lungo numero uno della classifica mondiale. È assieme a Serena Williams tra le uniche atlete al mondo ad aver vinto al singolare i quattro tornei del Grande Slam, la medaglia d'oro ai Giochi olimpici estivi, il WTA Championships, la Fed Cup e la Hopman Cup. In particolare, nel 1988 conquistò al singolare (per la prima e unica volta nella storia del tennis) il Golden Slam ossia la vittoria di tutti i tornei del Grande Slam e di quello olimpico. Alles gute zum geburtstag Steffi. sport sports tennis legend tennisworld tennislove tennis🎾 steffigraf stories storiesportive trophy missdritto frauleinforehand happybirthday steffi

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1 week ago

14 Giugno 1969, Mannheim, Germania 900 vittorie in carriera a fronte di sole 115 sconfitte, 22 titoli del Grande Slam, 107 titoli in totale, 377 settimane da numero 1 al mondo potrebbero essere già sufficienti a descrivere la carriera di un'autentica leggenda vivente Ma c'è un numero, oggi, ancor più importante di tutto questo, perché un sabato di 50 anni fa nasceva Steffi Graf, una delle più grandi tenniste di sempre, una campionessa sulla quale, tuttavia, aleggia un alone di mistero 30 Aprile 1993, torneo di Amburgo Dopo il suo primo periodo di dominio nel triennio 1989-1991, le luci della ribalta erano tutte puntate su Monica Seles che si era letteralmente presa la scena Durante i quarti di finale contro la jugoslava Magdalena Maleeva, un uomo di 38 anni ossessionato da Steffi di nome Günter Parche accoltellò Monica Seles rea, a suo avviso, di aver rubato il palcoscenico alla campionessa tedesca La ferita fortunatamente fu soltanto superficiale, ma il trauma e lo spavento allontanarono la Seles dai campi di gioco per 2 anni e mezzo, periodo nel quale Steffi si riprese lo scettro di regina Come avviene spesso in questi casi, la macchina del fango non tardò a piombare nella carriera di Steffi Graf, che fu accusata dalle malelingue di essere in qualche modo complice della sciagura per molti organizzata dal padre La realtà è che quell'evento probabilmente pesó più a lei che alla diretta interessata, perché si sentì in qualche modo colpevole di un qualcosa del quale non aveva la minima responsabilità Tanti auguri Fräulein Forehand, "Miss Dritto" per dirla nel linguaggio delle nostre parti Tanti auguri Steffi Graf sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia tennis tennista tennisti tenniste graf steffigraf monicaseles wta numerouno numero1 wimbledon rolandgarros pallina racchetta sottorete internazionali

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1 week ago

13 Giugno 1956, Parigi, Francia Il calcio non è un parametro di politica internazionale, ma è uno strumento, quello strumento con il quale si può tornare a sorridere, ad assistere agli eventi, a ricominciare una vita che fino a 10 anni prima era distrutta dal più grande conflitto mondiale della storia Ed in questo clima di ripresa, ogni testata giornalistica tendeva ad esaltare i propri campioni in patria Così, mentre per il Daily Mail il Wolverhampton era senza dubbi la squadra più forte d'Europa e la Gazzetta dello Sport esaltava i rossoneri del Milan, il quotidiano francese l'Equipe proponeva un qualcosa di leggermente diverso, ovvero di terminare la supremazia sui rotocalchi e passare alla parola del campo "Certo, l'idea di un Campionato del Mondo, o almeno d'Europa, per club, più esteso, più significativo, e più originale di un Campionato d'Europa per squadre nazionali, merita di essere lanciata. Noi ci proveremo" E ci riuscirono, dando vita alla Coppa dei Campioni, la più grande manifestazione del nostro continente a squadre Esattamente 63 anni fa, al termine di una partita incredibile, il Real Madrid vinceva la prima edizione dell'attuale Champions League battendo il Reims per 4 reti a 3, alzando al cielo la Coppa dalle Grandi Orecchie iniziando ufficialmente l'era dei Galácticos nel nome del bomber per eccellenza, nel nome di Alfredo Di Stefano sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia championsleague coppacampioni realmadrid galacticos blancos calcio calciocalciatori ilcalcioèdichiloama alfredodistefano bomber attaccante vittoria trofeo coppa finale

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2 weeks ago

Ragazzi è ufficiale! Da domani inizierà il Primo torneo di storie.sportive. REGOLE: - Si va nelle nostre stories per votare il tuo preferito! - Chi avrà preso più voti, con la scattare della mezzanotte, passerà il turno Siete pronti? Io un'idea di chi può vincere già ce l'ho, e voi? Taggate i vostri amici e vediamo se la pensano come voi. Un solo voto può fare la differenza! sport sports calcio football soccer basket basketball tennis swim atletica mma boxe f1 f1sport motogp cup storiesportive

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2 weeks ago

12 Giugno 1992, Portland, Oregon Fattore campo ribaltato dai Bulls, danni limitati da Portland in gara 2, Chicago che si porta sul 2 a 1 in gara 3 e incredibilmente Portland che contro ogni aspettativa sbanca il parquet nemico e riporta a casa gara 4 ed il fattore campo I playoff del 92 furono fino a quel momento semplicemente incredibili, pieni di imprevisti, pieni di colpi di scena Tutto ciò prima di quel giorno di 27 anni fa, in cui tutti gli addetti ai lavori, giocatori compresi, sapevano che si sarebbe deciso il titolo NBA Portland, Oregon, serie bloccata sul 2 a 2 e più indecisa che mai dopo una partita a testa vinta nella costa opposta In gara 5 poteva succedere di tutto, perché ai Blazers bastava una vittoria per arrivare a giocarsi quantomeno gara 7 nel proprio palazzetto, mentre ai Bulls serviva una vittoria per giocarsi il titolo nel proprio parquet a distanza di pochi giorni La tensione era semplicemente alle stelle per tutti, dai giocatori ai general manager, dai tifosi fino ai semplici appassionati di basket Forse tutti, ma non lui, non il più forte giocatore della storia del Gioco Esattamente 27 anni fa, Michael Jordan ipotecava seriamente il suo secondo titolo NBA con una prestazione semplicemente sontuosa, dominante, appartenente ad un altro pianeta, fatta di 46 punti con oltre il 60% dal campo e un controllo della partita letteralmente disarmante I Bulls vinceranno poi qualche giorno dopo il secondo titolo consecutivo del primo three-peat della loro storia, nel segno del numero 23, sotto l'aura di Michael Jeffrey Jordan sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia nba bulls chicagobulls michaeljordan jordan airjordan nike 23 nbafinals mj23 pallacanestro basket pallaaspicchi mj tripla nikebasketball

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2 weeks ago

Il primo incontro di baseball è datato 19 giugno 1846: fu giocato a Hoboken (New Jersey) dai New York Knickerbockers e dai New York Nine (23-1) e durò solamente quattro inning. Come in molti altri sport, la data della nascita del baseball è alquanto incerta. In un manoscritto datato 1344 e scritto in Francia vengono riportate scene di un gioco simile al baseball, praticato da monaci francesi. Sembra tuttavia che lo sport abbia preso origine in Nord America verso la prima metà del Settecento come variante del rounders, gioco molto popolare in Gran Bretagna ed in Irlanda. Numerose fonti testimoniano l'esistenza negli Stati Uniti, a partire dal 1830, di giochi con regole molto simili al baseball, anche se in forma molto più semplice rispetto alla forma attuale. Del 1839 è la costituzione della prima società organizzata, il New York City's Knickerbockers club, di cui un membro, Alexander Cartwright, si incaricò di codificare le regole del baseball, regole ancora rispettate. Sebbene la codifica delle regole di gioco sia stata nel passato attribuita a Abner Doubleday, Cartwright è considerato ufficialmente l'inventore del moderno sport del baseball con dichiarazione del congresso degli Stati Uniti del 3 giugno 1953. Una leggenda tra Francia e USA, ma in ogni caso 173 anni fa, andava in scena la prima partita di baseball, attribuendone la creazione. sport sports baseball usa abnerdoubleday storiesportive stories francia cartwright hoboken ny newyork

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11 Giugno 1964, Montfavet, provincia di Avignone, Francia "Todt, mi hai rotto le palle" Secco, deciso, sicuro di sé, di certo non enigmatico come il suo nome, Jean, che nasconde un Giovanni Roberto Alesi all'anagrafe Perché in realtà il suo cognome originariamente si pronunciava senza alcun accento sulla i finale, in quanto dietro la sua anima francese si cela un cuore tutto italiano, per la precisione siciliano, dato da papà Franco carrozziere e mamma Francesca emigrati oltre le Alpi per lavoro Ma il suo carattere è sempre stato non proprio incline all' accettare ordini dall'alto, come quella volta che non proprio in linguaggio aulico disse a Jean Todt che si era leggermente stufato delle direttive in gara sul far passare Gerhard Berger Eppure con la pioggia era un mago Quando il cielo decideva che quel giorno la pista sarebbe stata bagnata, Jean Alesi si trasformava incredibilmente, arrivando a lottare con chi in condizioni di asciutto girava molto più veloce di lui, dando vita a rimonte storiche ed entusiasmanti Era per questo che era amato, perché dava sempre tutto, seppur non possa vantare un palmares esorbitante Di 201 Gran Premi disputati, riuscì a trionfare soltanto in una occasione, ritornando tra l'altro ai box seduto sulla monoposto di Michael Schumacher in quanto aveva terminato la benzina nel giro di gloria Tanti auguri Jean sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia alesi jeanalesi jeantodt ferrari scuderiaferrari formulauno formula1 f1 pilota piloti motori passionemotori gara corsa granpremio poleposition

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2 weeks ago

A distanza di 25 anni esatti, l’11 giugno sono nati Jackie Stewart (anno 1939) e Jean Alesi (anno 1964), due piloti molto diversi fra loro che, tuttavia, per ragioni diverse sono inseriti profondamente nella storia della Formula 1. Il primo per aver debuttato in F1 cinquant’anni fa dominando la scena mondiale dal 1968 al 1973. Collezionando 3 titoli mondiali, 43 podi e 17 Pole position. Il secondo per aver vinto una sola gara delle 201 disputate mettendo però nello shaker una guida aggressiva, errori madornali e una simpatia illimitata tale da farlo ricordare come uno dei piloti più amati dai tifosi della Ferrari. Buon compleanno campioni. sport sports f1 f1sport paddock formulauno pilota storiesportive stewart alesi ferrari 25years winner happybirthday buoncompleanno lemans montreal career champion

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2 weeks ago

Preparatevi per un grande weekend : sport e letteratura insieme nella 1^ edizione della rassegna "IN CAMPOCON I LIBRI" organizzato dall'Assessorato allo Sport del Comune di Montegrotto Terme. Vi aspettiamo numerosi sportlife sports sport libriesport libridisport letteraturaesport scrivere scrittori sportivi avantimontegrotto montegrotto terme montegrottoterme assessoratoallosportmontegrotto libri libridaleggere romanzosportivo storiedisport igsport storiesportive storiesportive basketball🏀 pallacanestro volleyball🏐 volleyfemminile ginnastica danpeterson ilarialeccardi igorcassina istasport saraanzanello

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2 weeks ago

Curiosità sportive Sir John Arthur Brabham è stato un pilota automobilistico, imprenditore e dirigente sportivo australiano, tre volte Campione del Mondo di Formula 1 nel 1959, 1960 e 1966. È stato cofondatore della Brabham Racing Organisation, scuderia con la quale ha vinto il mondiale del 1966, risultando ad oggi l'unico pilota ad avere vinto il titolo mondiale guidando una vettura con il proprio nome. sport sports f1 f1sport paddock brabham formulauno pilota record stories storiesportive trophy circuit worldcup car speed

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2 weeks ago

10 Giugno 1934, Roma Cosa possa significare per il capitano di una nazionale alzare al cielo quella Coppa purtroppo non possiamo saperlo Possiamo di certo immaginarlo, ma di sicuro non possiamo essere a conoscenza dell'insieme di emozioni che varcano in quel momento le porte del cuore Se ieri abbiamo raccontato l'impresa del Campionissimo Fausto Coppi alla sua prima partecipazione al Giro, oggi è il turno dell'Italia guidata da Vittorio Pozzo alla sua prima partecipazione alla fase finale dei Mondiali da paese ospitante, e la prima volta è sempre quella che si ricorda per tutta la vita Stadio Flaminio, Roma, al secolo Stadio Nazionale del Partito Fascista Sono le 17 esatte quando sul manto erboso della Città Eterna scendevano in campo davanti a 50000 spettatori Italia e Cecoslovacchia per la loro ultima ma più importante fatica, quella da affrontare con i termometri che superavano i 40° La partita è una di quelle da Libro Cuore, con la Cecoslovacchia che passa in vantaggio a 20 minuti dalla fine e nel corso della partita colpisce ben 3 legni, e con gli azzurri che a 9 minuti dal termine acciuffano la parità con Orsi Ai supplementari, dopo 4 minuti è Schiavio a siglare il vantaggio che chiuderà definitivamente i giochi Esattamente 85 anni fa, l'Italia saliva sul vertice più alto della piramide calcistica mondiale, per la prima delle sue 4 bellezze sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciomondiale mondiali coppadelmondo campionidelmondo calciatore calcioitaliano ilcalcioèvita ilcalcioèdichiloama nazionale azzurri tricolore pallone ilcuoredelcalcio vittoria

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2 weeks ago

"Miro è una persona incredibile. Ricordo che un giorno è andato ad allenarsi con la Primavera e al termine della seduta c'erano ovviamente vari palloni sparsi per il campo; molti ragazzini sono corsi negli spogliatoi, mentre lui è rimasto sul campo, ha raccolto tutti i palloni nell'apposita rete e con naturalezza li ha portati in magazzino. Questo spiega che persona è, oltre ad essere un grande campione, è un grande uomo, che andrebbe preso come esempio per tutti i giovani". [Edy Reja] • - Miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale tedesca con 71 reti; - miglior marcatore della storia dei mondiali con 16 reti; - nelle partite in cui Klose è andato in rete, la Germania non ha mai perso. Buon compleanno Miro. sport sports calcio football soccer seriea lazio bundes BayernMunich storiesportive bomber miro klose germania happybirthday champion

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2 weeks ago

9 Giugno 1940, Milano 107 ore, 31 minuti, 10 secondi di corsa Tanto ci volle al Campionissimo, Fausto Coppi, per eseguire un giro completo della sua nazione tornando al punto in cui era partito il 17 Maggio di quello stesso anno Nel frattempo, 20 tappe, 20 duri scogli da affrontare, superare, fatti di innumerevoli difficoltà da arginare, primo tra tutti la sua età Quel 17 Maggio a circa 8 mesi dall'inizio del secondo conflitto mondiale l'Airone di Castellania si presentò infatti a Milano con soli 20 anni sulle spalle, come grande promessa del ciclismo italiano a servizio del suo capitano, un certo Gino Bartali Nel corso della seconda tappa, da Torino a Genova, il campione fiorentino cadde in discesa, accumulando un enorme ritardo dal resto del gruppo compromettendo così il suo Giro Ed è proprio quando nessuno se lo sarebbe mai aspettato che quel ragazzino dimostrò di avere stoffa, di avere talento, di avere addosso le stigmate del predestinato Fece il vuoto dietro di sé nell'undicesima fatica appenninica da Firenze a Modena indossando una maglia che porta tuttora lo stesso colore della testata giornalistica organizzatrice del giro, una maglia che non lasciò più fino a quel giorno di 79 anni fa, in cui Fausto Coppi vinse ad appena 20 anni il Giro d'Italia alla sua prima partecipazione Nessuno ancora è riuscito a far meglio, forse perché uno come Fausto Coppi nasce una volta ogni 100 anni, o forse perché è semplicemente impossibile sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia coppi faustocoppi airone campione campionissimo bicicletta bici ciclismo ciclista scalatore giroditalia tourdefrance magliarosa magliagialla bartali ginobartali

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2 weeks ago

Forse non sarà una canzone a cambiare le regole del gioco ma voglio viverla così quest'avventura senza frontiere e con il cuore in gola E il mondo in una giostra di colori e il vento accarezza le bandiere arriva un brivido e ti trascina via e ti sciogli in un abbraccio la follia Notti magiche Inseguendo un goal sotto il cielo di un'estate italiana • Sulle note di Gianna Nannini ed Edoardo Bennato, un intero paese, con l'avvicinarsi dell'estate, torna allo stato infantile. Una nazione che non aspetta altro che giocare a pallone, senza pensare ad altro. In un San Siro gremito, con la realizzazione del terzo anello costruito appositamente per il torneo, va in scena la partita inaugurale tra l'Argentina di Maradona campione in carica e il Camerun: proprio quest'ultimi vincono a sorpresa la partita con un gol di Omam Biyik. Ma le sorprese più grandi, sono senza dubbio le assenze della Francia priva di Platini e della Polonia del desolante “post Boniek”. Al loro posto, ci sono l'Olanda dei tre tulipani rossoneri, la Costa Rica e come detto poc'anzi il Camerun. Come successo in Spagna con Paolo Rossi, all'ultimo momento si aggiunge alla comitiva azzurra Salvatore Schillaci, e sarà proprio lui a portare l'Italia, a suon di gol, fino alla semifinale contro l'Argentina. L'Italia perde alla lotteria dei rigori, infrangendo il sogno di tutti i suoi tifosi: vincere il mondiale in casa come nel 1934. In finale, la Germania trionfa contro l'Argentina con il risultato di 1-0 grazie alla rete di Andreas Brehme a meno di dieci minuti dal termine della partita, aggiudicandosi il trofeo. sport sports calcio football soccer worldcup mondiali italia90 italia germania canerun argentina squillaci nottimagiche brehme storiesportive stories

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2 weeks ago

8 Giugno 1990, Stadio San Siro, Milano "Notti magiche inseguendo un goal  sotto il cielo  di un'estate italiana E negli occhi tuoi  voglia di vincere  un'estate  un'avventura in più" Quelle meravigliose serate, passate sotto ad un cielo stellato tra sorrisi, racconti ed un pallone come chiodo fisso in testa, iniziavano esattamente 29 anni fa Ma c'è dell'altro, come ci suggeriscono Edoardo Bennato e Gianna Nannini Perché quel sogno comincia in realtà da bambini, ed è quello il motore che prova a portarti sempre più lontano È lo stesso sogno che consente ad un bambino camerunense di arrivare in nazionale, qualificarsi ai Mondiali, e giocare la partita inaugurale contro l'Argentina di Maradona È lo stesso sogno che ricorre nella mente di qualunque italiano quando inizia la fase finale della Coppa del Mondo, in più da paese ospitante, ovvero quello di alzare quella Coppa al cielo Le notti magiche di Italia 90 iniziavano esattamente in un tardo pomeriggio milanese di 29 anni fa, tra chi sognava di vincere la finale, e tra chi si sentiva già un miracolato ad essere arrivato lì a giocarsi 90 minuti contro Maradona su un campo di calcio Il Camerun vinse la partita inaugurale del torneo per 1 a 0, sconfiggendo El Pibe de Oro, il giocatore più forte di tutti i tempi Perché le notti magiche, alla fine, possono fare anche questo sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore maradona diegoarmandomaradona argentina albiceleste mondiali nottimagiche pallone pallonedoro numero10 eldiez elpibedeoro mondiale italia90

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2 weeks ago

La semifinale di oggi tra Federer e Nadal, ci riporta al 2006, nel loro primo scontro valevole per un titolo su terra rossa. Sono passati 13 anni, ma loro sono ancora lì mentre il mondo è cambiato tantissimo. Niente social network, niente post su Instagram a fine partita, niente hashtag. Non c'era l'iPhone, ma a Cupertino andava in scena la prima presentazione del primo iPod. La sera per una cena si sceglieva la pizza, non il sushi. La hit di quell'estate era Sexyback di Justin Timberlake e l'Italia del calcio vinceva il suo quarto mondiale. In F1, Alonso vinceva il suo mondiale con la Renault, in MotoGP Hayden era un talento. Agli amici per poter vedere questa partita gli si mandava un SMS, non un WhatsApp. Una volta finita la scuola si accendeva la PS3 e si giocava a PES6. Il tempo è passato, ma per loro sembra non essere passato mai. Ancora una volta inchiodando tutti davanti alla TV, perché ogni volta è una partita diversa. Era dal 2011 che i quattro primi al mondo si sfidassero nelle semifinali di un ATP • Ecco a voi tutte le sfide su terra rossa tra questi due talenti: - 2006 - Roland Garros, finale: Nadal-Federer 1-6, 6-1, 6-4, 7-6; - 2007 - Montecarlo, finale: Nadal-Federer 6-4, 6-4; - 2007 - Amburgo, finale: Federer-Nadal 2-6, 6-2, 6-0; - 2007 - Roland Garros, finale:  Nadal-Federer 6-3, 4-6, 6-3, 6-4; - 2008 - Montecarlo, finale: Nadal-Federer 7-5, 7-5; - 2008 - Amburgo, finale: Nadal-Federer 7-5, 6-7, 6-3; - 2008 - Roland Garros, finale: Nadal-Federer 6-1, 6-3, 6-0; - 2009 - Madrid, finale: Federer-Nadal 6-4, 6-4; - 2011 - Madrid, semifinale: Nadal-Federer 5-7, 6-1, 6-3; - 2011 - Roland Garros, finale: Nadal-Federer 7-5, 7-6, 5-7, 6-1; - 2013 - Roma, finale: Nadal-Federer 6-1, 6-3; - 2019 - Roland Garros, semifinale: Nadal-Federer 6-3, 6-4, 6-2. sport sports tennis tennisworld tennislove tennis🎾 rafanadal nadal rolandgarros federer rogerfederer storiesportive stories legend finals atp eurosport spain swiss rolex france terrarossa

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2 weeks ago

Nelle NBA Finals del 2001, i Philadelphia 76ers di Allen Iverson contendevano il titolo ai Los Angeles Lakers di Kobe e Shaq, campioni in carica. Si prospettava una finale abbastanza agevole per i giallo-viola, ma così non fu in gara 1. In uno Staples Center gremito, tutti aspettano l’ennesima prepotente prova di forza dei Lakers. Invece questa partita passerà alla storia come una delle più grandi prestazioni mai realizzate in una gara valevole per la vittoria del titolo. Il protagonista assoluto di tutto questo, fu Allen Iverson: 5 palle rubate, 6 assist e 51 punti, di cui 7 consecutivi nell’overtime che regalò la vittoria 105-107 a Philly. Happy birthday Allen. sport sports nba basket basketball pallacanestro philadelphia76ers 76ers lakers alleniverson iverson thefinals mvp kobebryant shaquilleoneal storiesportive stories crazy happybirthday ilovethisgame

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7 Giugno 1993, Denkendorf, Germania Strade gratuite, limiti di velocità inesistenti, fuoristrada che ti sorpassano ad alta velocità Se avete mai guidato in Germania, capite benissimo che ciò che a prima vista sembra un paradiso, in realtà non lo è Perché quando piove quelle strade, con un ricambio di asfalto proporzionale al fatto che non necessitino un pagamento, diventano lisce e scivolose, e quei limiti di velocità diventano un problema Era il pomeriggio del 7 Giugno del 1993, le 17:20 di quel maledetto Lunedì Dopo averne messi 30 il giorno prima contro la Polonia in una partita di qualificazione al prossimo Europeo, Drazen Petrovic fece la prima scelta sbagliata della sua vita, perché in campo, fino a quel momento, non aveva sbagliato pressoché niente All’aeroporto di Francoforte la nazionale croata stava salendo a bordo dell’aereo che li avrebbe riportati a Zagabria, quand'ecco che la sua ragazza di appena 23 anni lo avvicinò, e dopo una breve discussione lo convinse a prendersi qualche giorno e fare ritorno a casa in macchina Petro, stanco, decise di lasciarle la guida La sua golf stava percorrendo l'Autobahn 9 quando, complice forse l'asfalto bagnato, un tir invase la corsia opposta per evitare un'altra collisione Lo scontro fu inevitabile, uno scontro che si portò via con sé il giocatore europeo più forte di sempre Provate a prendere una macchina o qualunque mezzo di trasporto vogliate, e provate a fare un giro in Croazia Non appena metterete piede nel paese, vi accorgerete che oggi è tutto chiuso, che nei vicoli, lontano da occhi indiscreti, ci sarà ancora qualcuno che piange Perché il 7 Giugno, ogni maledetto 7 Giugno da 26 anni a questa parte, per la Croazia è lutto nazionale, in quanto il destino si portava via il suo figlio prediletto, a soli 28 anni, senza dare alcuna spiegazione Ciao Drazen sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia petrovic drazenpetrovic basket nba eurolega croazia pallacanestro pallaaspicchi cestista cestisti playmaker guardia tripla terzotempo tirolibero olimpiadi

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2 weeks ago

Nato in Svezia il 6 giugno 1956, Bjorn Rune Borg è stato il più grande campione del periodo romantico del tennis. Nel periodo in cui le racchette erano pesanti e fatte di legno. Il suo caratteristico rovescio a due mani, una novità per i suoi tempi, per molti era visto come un difetto tecnico, ma i risultati smentirono tutti i critici. In tanti colpivano al volo meglio di lui, molti servivano meglio di lui, ma nessuno aveva la sua velocità di spostamento, la sua capacità di concentrazione e la sua resistenza a lungo. Nella sua carriera ha vinto cinque volte il trofeo di Wimbledon, sei volte il Roland Garros e i Masters gp nel biennio 1979-80. Uno dei suoi rivali, nella sua lunga carriera è stato John McEnroe. Complessivamente il bilancio delle sfide tra Borg e McEnroe è in parità 7-7. I due non si sono mai affrontati sul campo di terra battuta in cui Borg era nettamente favorito. Sui campi d'erba i due si sono affrontati in due occasioni (le due finali a Wimbledon) vinte una per parte. Per 4 volte i due rivali si sono fronteggiati sul cemento, con un bilancio favorevole a McEnroe per 3-1. Le restanti 8 sfide sono state disputate su campi sintetici e vedono una prevalenza dello svedese per 5-3. Una rivalità talmente forte che nel 2017 hanno realizzato anche un film. Borg si ritirò nel 1983 a soli ventisei anni perché stanco dei massacranti allenamenti quotidiani. Suscitando il disappunto da parte di tutti. Oggi spegne 63 anni l'uomo di ghiaccio, il biondo, lo scandinavo, il più forte. Tanti auguri Bjorn. sport sports tennis legend tennisworld tennislove tennis🎾 borg bjorn bjornborg mcenroe storiesportive stories sweden wimbledon atp rolandgarros record happybirthday trophy film loredanabertè master iceman

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2 weeks ago

6 Giugno 1956, Stoccolma, Svezia "Ho sempre odiato perdere" La sua storia, iniziata in un Mercoledì di 63 anni fa, è come se cominciasse da questa frase, dal Leitmotiv della sua carriera, quella che lasciò ad appena 26 anni, perché odiava l'idea di essere il numero due “Speravo sempre che avessimo potuto giocare di più So che mi ha reso un giocatore migliore, sarebbe stato fantastico Ho cercato di parlargli molte volte per far si che tornasse, molti anni fa Anche se avessi perso la posizione numero uno, non mi interessava Volevo che continuasse”. Neanche le parole della leggenda che risponde al nome di John McEnroe riuscirono a far breccia nel cuore di ghiaccio di Bjorn Borg, un cuore nel quale, ormai, il tennis era solo un piccolo e misero pezzetto accantonato Ma in quel cuore, una volta, c'era spazio solamente per una pallina gialla e una racchetta di legno, impugnata a due mani per quel rovescio che molti consideravano un difetto tecnico, ma che in realtà era semplicemente arte E quel cuore emozionava chiunque, dalle ragazze in visibilio per i suoi lunghi capelli biondi uniti ad un fisico statuario, agli amanti del tennis che videro in lui il rivoluzionario che diede attenzione mediatica ad un movimento fino a quel momento di secondo ordine “Una volta eravamo a Marbella per un’esibizione e mettemmo in palio qualcosa come 30.000 dollari La sera prima dell’incontro bevve davvero tantissimo e fui costretto ad accompagnarlo a casa: pensai che fosse già vinta Invece mi presento sul campo il giorno dopo e mi rifila un 61 62 Incredibile" [Adriano Panatta] Tanti auguri Orso Svedese sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia borg bjornborg tennis tennista racchetta pallina servizio dritto rovescio volee wimbledon rolandgarros internazionali mcenroe johnmcenroe tennisti

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3 weeks ago

Non è il "nostro" sport ma è una storia che dovrebbe stare a cuore a chi, come noi, pretende uno sport pulito SEMPRE e COMUNQUE! Repost romanzosportivo_ ・・・ 5 Giugno 1999, Hotel Touring, Madonna di Campiglio Ogni tappa ha un principio ed una fine Ogni Giro, ogni Tour, ogni Vuelta ha un punto di partenza ed uno di arrivo, e così funziona anche per i viaggi Sono anch'essi contrassegnati da un incipit ed una conclusione, e uno dei più bui, forse il più buio, dello sport italiano, iniziava proprio 20 anni fa tra ombre e tenebre Era il viaggio del Pirata verso il Paradiso, rigorosamente sui pedali, rigorosamente in maglia rosa Alcuni ricordi sono indelebili, alcuni giorni, come quel Sabato, non possono essere cancellati Era il giorno del Mortirolo, era il giorno della penultima tappa del Giro d'Italia da Madonna di Campiglio ad Edolo, era il giorno del Tonale e del Gavia, ma soprattutto era il giorno di Marco Pantani Lo sapeva lui, lo sapevamo noi, lo sapevano tutti Ma quel giorno sulla tua bicicletta non ci sei potuto salire, vittima di un sistema corrotto, vittima, forse, di un giro di scommesse, vittima di un esame con molta probabilità contraffatto E a niente è servito un testimone oculare del tuo tasso di ematocrito la sera precedente al 47% a fronte del 52% riscontrato Quel giorno la pseudo giustizia sportiva non ti permise di compiere tutto ciò che amavi, pedalare fino a scalare la vetta del cuore di ognuno di noi Probabilmente ti hanno ucciso Marco, non in quel maledetto giorno di 20 anni fa, non con le loro mani, ma ti hanno portato poi a farlo in quel tetro 14 Febbraio 2004, perché 20 anni fa è iniziata quella salita verso il cielo con una montagna immensa da scalare chiamata depressione Che tu possa avere giustizia Pirata, ovunque tu sia sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia pantani marcopantani ciclismo giroditalia tourdefrance bici bicicletta mortirolo passogavia tonale doping magliarosa magliagialla tappa scalatore montagna

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3 weeks ago

È l'unico italiano insieme a Fausto Coppi ad aver vinto nello stesso anno il Giro d'Italia e il Tour de France. Dopo di lui ci hanno provati in molti, ma non ci è mai riuscito nessuno. Nel 1998 Pantani era uno degli sportivi più noti al mondo e in Italia il tifo per lui non era paragonabile a quello per nessun ciclista arrivato dopo. Marco era un ragazzo semplice, amava quello che faceva, amava la bicicletta. Una passione sbocciata a soli 11 anni, nelle strade di Cesenatico. Soprannominato 'Il Pirata' per via della bandana che portava in testa, è considerato uno dei più forti scalatori di sempre. Nella sua carriera non vinse tanto, eppure è rimasto nel cuore di tutti. Dio ce ed è pelato. • "Non c'è supermarket dove si compra la grinta: o ce l'hai, o non ce l'hai. Puoi avere il tecnico migliore, lo stipendio più alto e tutti gli stimoli di questo mondo, ma quando sei al limite della fatica sono solo le tue doti ad aiutarti." [Marco Pantani] sport sports ciclismo bike storiesportive magliarosa scalata pantani marcopantani giroditalia tourdefrance faustocoppi record pirata ilpirata italia bicicletta memories scalata

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3 weeks ago

5 Giugno 1999, Hotel Touring, Madonna di Campiglio Ogni tappa ha un principio ed una fine Ogni Giro, ogni Tour, ogni Vuelta ha un punto di partenza ed uno di arrivo, e così funziona anche per i viaggi Sono anch'essi contrassegnati da un incipit ed una conclusione, e uno dei più bui, forse il più buio, dello sport italiano, iniziava proprio 20 anni fa tra ombre e tenebre Era il viaggio del Pirata verso il Paradiso, rigorosamente sui pedali, rigorosamente in maglia rosa Alcuni ricordi sono indelebili, alcuni giorni, come quel Sabato, non possono essere cancellati Era il giorno del Mortirolo, era il giorno della penultima tappa del Giro d'Italia da Madonna di Campiglio ad Edolo, era il giorno del Tonale e del Gavia, ma soprattutto era il giorno di Marco Pantani Lo sapeva lui, lo sapevamo noi, lo sapevano tutti Ma quel giorno sulla tua bicicletta non ci sei potuto salire, vittima di un sistema corrotto, vittima, forse, di un giro di scommesse, vittima di un esame con molta probabilità contraffatto E a niente è servito un testimone oculare del tuo tasso di ematocrito la sera precedente al 47% a fronte del 52% riscontrato Quel giorno la pseudo giustizia sportiva non ti permise di compiere tutto ciò che amavi, pedalare fino a scalare la vetta del cuore di ognuno di noi Probabilmente ti hanno ucciso Marco, non in quel maledetto giorno di 20 anni fa, non con le loro mani, ma ti hanno portato poi a farlo in quel tetro 14 Febbraio 2004, perché 20 anni fa è iniziata quella salita verso il cielo con una montagna immensa da scalare chiamata depressione Che tu possa avere giustizia Pirata, ovunque tu sia sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia pantani marcopantani ciclismo giroditalia tourdefrance bici bicicletta mortirolo passogavia tonale doping magliarosa magliagialla tappa scalatore montagna

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3 weeks ago

“Quando qualcuno mi chiede qual è la cosa peggiore che mi sia successa nella mia carriera rispondo: “la sconfitta con la Francia nei quarti di finale ai Mondiali del 2007”. Ma ripensandoci quella è stata una delle cose migliori che mi siano mai capitate, perché senza quella sconfitta forse non avrei lavorato tanto per ottenere le vittorie degli otto anni successivi. Non credo che gli All Blacks avrebbero avuto tanto successo nei seguenti due Mondiali senza essere passati da quella tremenda sconfitta.” [Richie McCaw] • Vanta la partecipazione a quattro edizioni consecutive della Coppa del Mondo, con le vittorie nel 2011 e 2015. Benché già altri giocatori in precedenza abbiano vinto tale torneo più di una volta, Richie McCaw è tuttavia il primo ad averla vinta due volte consecutive e in entrambi i casi da capitano. Primo giocatore del suo Paese a raggiungere le 100 presenze internazionali, primo rugbista al mondo e a tutt’oggi l’unico a vantare almeno 100 vittorie in gare internazionali e disputarne 100 da capitano. Inoltre il 15 agosto 2015 è divenuto con 142 incontri, il recordman di presenze internazionali, superando il precedente primato dell’irlandese Brian O’Driscoll. Giudicato tre volte (nel 2006, 2009 e 2010) miglior rugbista dell’anno dall’International Rugby Board; al ritiro dall’attività, annunciato tre settimane dopo la vittoria della Coppa del Mondo di rugby 2015, vanta 148 incontri internazionali e 110 vittorie da capitano. Entrambi record. Con McCow la percentuale delle vittorie in gare internazionali è spaventosa: 89,93 %. Senza Richie McCaw la percentuale vittorie scende ad un più “umano” 71,42%. Un insegnamento di vita. Perché per essere un vincente, un campione e giungere al successo è necessario fallire, ma senza mai arrendersi. sport sports rugby rugbyplayer rugby🏉 rugbyforlife mccaw storiesportive allblacks newzealand captain rugbyboard richiemccaw stories nevergiveup neverstop

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3 weeks ago

4 Giugno 1970, Bormio Una freccia tra il rosso e il blu delle porte, una regina nel bianco delle nevi, ma soprattutto un'icona per un'intera generazione di sciatori e sciatrici Talmente forte che solamente il destino poteva fermarla, talmente sfortunata da far sì che proprio quel fato incontrasse il suo ginocchio, a soli 29 anni, costringendola al ritiro Ma noi non ce la dimentichiamo, non possiamo Non ci dimentichiamo che tra il 1994 ed il 1998 vinse tutti gli Ori disponibili tra Mondiali ed Olimpiadi nello slalom gigante, non ci dimentichiamo della prima donna a vincere 3 Ori Olimpici ed un argento in 3 diverse specialità Non possiamo dimenticarci di Deborah Compagnoni e di quella volta che a Park City, in una giornata di Novembre del 1997, inflisse la cifra abissale di 3 secondi e 41 decimi di distanza alla sua prima inseguitrice Quando lo sport si tinge di rosa, quando l'orgoglio si tinge di azzurro E una volta di più, nel giorno del tuo compleanno, il nostro pensiero va a te, e torniamo tutti un po' bambini, ricordandoti con la maschera agli occhi destreggiarti tra quelle porte blu e rosse di cui parlavamo, diventando la regina assoluta nel bianco delle nevi che ci faceva sognare da piccoliTanti auguri Deby sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia sci sciare coppadelmondo neve compagnoni deborahcompagnoni albertotomba slalom gigante superg supergigante olimpiade olimpiadi mondiale mondiali montagna

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3 weeks ago

🇮🇹🇮🇹🇮🇹Il capitano del Setterosa, nazionale pallanuoto, Elisa Queirolo argento ai Giochi Olimpici di Rio 2016, racconta il suo sogno di salire sul podio dopo aver visto il Setterosa nel 2004 vincere i giochi di Atene! I sogni cominciano cosìispirandosi al passato e andando dritti verso il futuro! forzaragazze Repost elly_queiro • • • • • • setterosa 7rosa waterpolo waterpoloteam waterpololife water waterlover sport sportlover sportlife pallanuoto swim swimming swimmer elly_queirol

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3 weeks ago

3 Giugno 1982, Volgograd, ex Stalingrado, Russia I muri esistono per essere abbattuti Anche quelli tecnicamente impossibili, anche quelli che sembrano inarrivabili, anche quelli che sembrano montagne Perché se prendete il vocabolario della lingua tabasarana, piccola etnia sunnita da cui proviene suo padre appartenente alla regione del Deghestan, Caucaso settentrionale, forse la parola arrendersi non esiste Siamo però pressoché sicuri che possiate trovare umiltà, sacrificio, dedizione, passione L'umiltà ed il sacrificio di suo padre, idraulico, e di sua madre, assistente in un negozio, che fin da 5 anni dovettero superare infinite difficoltà economiche e logistiche per permetterle di praticare ginnastica artistica La dedizione e la passione, invece, sono solo le sue, quelle di Elena Isinbaeva, che a 15 anni per via del suo metro e 74 centimetri di altezza fu considerata troppo alta per continuare a praticare ciò che per 10 anni aveva riempito le sue giornate, ciò per cui i suoi genitori si erano prodigati Ed è qui che torna quel concetto di non arrendersi Gli venne proposto infatti il salto con l'asta come valida alternativa alla ginnastica, il resto è storia Prima donna a superare i 5 metri di altezza saltati, 28 record mondiali nella specialità sgretolati, 2 Ori Olimpici, 7 Ori Mondiali, 2 Ori Europei solo per citare le medaglie plasmate con la lega più preziosa, miglior atleta al mondo negli anni 2007 e 2009 E se tutto ciò non vi fosse ancora bastato per farvi un'idea della sua grandezza, dell'importanza che ha rivestito nello sport, e non solo in campo femminile, allora provate ad andare nella sua nazione e chiedere della Zarina Tutti vi guarderanno negli occhi, dopodiché con una lingua a noi pressoché incomprensibile diranno un qualcosa che somigliera' ad Elena Isinbaeva Tanti auguri Zarina sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia isinbaeva russia saltoconlasta atletica atleticaleggera ginnasta ginnasticaartistica ginnastica olimpiade olimpiadi mondiale mondiali atleta saltoinlungo saltoinalto corsa

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Roland Garros 2006 Gli amanti del tennis non aspettano altro, i due giocatori più forti al mondo uno contro l'altro: finalmente Federer - Nadal. Il primo set parte subito alla grande per lo svizzero, con un clamoroso 6-1. Si pensa che Roger possa finalmente trionfare per la prima volta sul rosso di Parigi. Invece, da quel momento ha inizio la partita dello spagnolo. Il secondo set si chiude con lo stesso punteggio, ma stavolta da parte di Nadal. Nel terzo set, Federer cede il servizio al quinto game lanciando Nadal al successo per 6-4. Nel quarto, il break arriva nel primo game. In vantaggio 5-2 Rafa trema e Roger si porta sul 5-4 riaprendo i giochi. Lo spagnolo regge l'urto e chiude il set 7-6 al tie break, buttandosi a terra stremato con il pubblico in visibilio. • Una finale pazzesca, colpi impossibili, diritti da togliere il fiato, rovesci, passanti e recuperi mozzafiato. Se fino a quel momento qualcuno aveva dei dubbi su Rafael Nadal, si dovette ricredere. Ogni campione ha il suo terreno fertile, il suo campo e lato preferito, il rettangolo di gioco su cui basa le proprie fortune Per Rafael Nadal, è la terra rossa, nella quale dal 2005 al 2018, il dominio del tennista spagnolo è da non credere, con ben 11 vittorie nel più prestigioso torneo su terra, il Roland Garros. Senza ombra di dubbio, il giocatore più forte mai esistito su terra rossa. Oggi è il giorno del suo compleanno. Feliz Cumpleaños Rafa. sport sports tennis legend tennisworld tennislove rafanadal nadal rolandgarros federer rafaelnadal happybirthday trophy storiesportive stories felizcumpleaños

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3 weeks ago

Un gesto che ha fatto il giro del mondo. Perché ieri sera una volta finita la partita, il capitano del Liverpool, Jordan Henderson corre a bordo campo ad abbracciare suo padre. Un gesto che a vederlo non può significare nulla. Ma non è un semplice abbraccio tra padre e figlio. Perché a volte bisogna mettere da parte l'ironia e capire i valori della vita. Il padre di Jordan è da tempo malato di cancro e aveva deciso di non farsi vedere dal figlio per evitargli preoccupazioni e distrazioni, facendolo concentrare al meglio nel momento più importante della sua carriera. Ieri però, è voluto esserci, per sostenere suo figlio ed emozionarsi vedendolo alzare quella coppa, quella dannata coppa che proprio un anno fa gli era sfuggita di mano. Lacrime, brividi ed emozioni, insegnandoci ancora una volta che il calcio non è solo un gioco. ucl championsleague liverpool dadandson love storiesportive stories sport sports calcio football soccer winner captain life ilcalcioèdichiloama nonèsoloungioco jordanhenderson wandametropolitano hugs reds

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3 weeks ago

Nel motociclismo cosi come in ogni sport esistono i predestinati, quelli a cui il destino ha regalato un talento innato, ed esiste invece chi, per inseguire il proprio sogno, ha dovuto lavorare sodo e fare tanti sacrifici. Danilo sa di non essere un predestinato, ma il suo carattere d'oro, l'infinita umiltà e la voglia di impegnarsi gli hanno regalato quest'oggi la vittoria più bella della sua vita. Partito dal basso, gli inizi modesti con la politica "si fa quel che si può con quel che si ha", ma sempre sorridente, la determinazione, gli anni di gavetta, "le manate di gas", il trionfo sui momenti in cui era pronto ad appendere il casco al chiodofino alla vittoria nella gara di casa, la prima della sua carriera. La sincerità con cui si racconta, con cui scherza, il suo essere bonaccione, il carattere sensibile e dolce ma sempre determinato, questo è Danilo Petrucci. Oggi ha vinto il più "umano" dei piloti, i suoi festeggiamenti hanno trasmesso al mondo la gioia e la tenerezza di un ragazzo felice di aver incoronato il suo sogno. 🏍 danilopetrucci petrux ducati motogp mugello pilota racing storiesportive sport cuore motociclismo desmosedici moto

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3 weeks ago

Montreal - Giochi Olimpici 1974 La sua esecuzione nelle parallele asimmetriche fu talmente perfetta che ottenne tutti 10 dai componenti della giuria e sforò persino il 9,95 fino a quel momento ritenuto un limite invalicabile. Tanto che i computer andarono in tilt, perché programmati a registrare votazioni fino al 9,99. Al posto del 10 fu inserito nel computer il voto 1,00 che in realtà fu moltiplicato per dieci volte. Nel corso dell'evento olimpico ottenne il punteggio perfetto altre 6 volte, vincendo tre medaglie d'oro. Aveva solamente 14 anni. Ad oggi è ancora considerata la più grande ginnasta del XX secolo. Lei è Nadia Comăneci. olimpiadi sport sports storiesportive gym atleta anelli rings atletica corpolibero nadiacomaneci romania record legend winner younger

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3 weeks ago

2 Giugno 1989, Tema, Ghana Avete presente la notte di San Lorenzo? Solitamente il cielo è limpido, chiaro, tappezzato di astri Se continuate a fissarlo, ad un certo punto una stella qualunque inizierà a muoversi, diventando dapprima la più splendente del firmamento, per poi scomparire e cadere nel nulla Ecco, a volte lo sport riserva storie simili, e non sempre la strada da percorrere è in salita Molto spesso infatti, ci sono ragazzi che nascono già sulla cima di una montagna, ma non riescono a rimanere in alto, cadendo in una parabola discendente come una valanga d'inverno, come quella stella cadente che squarcia la notte All'età di 13 anni, Freddy Adu era considerato il nuovo Pelé L'etichetta di fenomeno, che sarà l'inizio della sua catastrofe sportiva, gliela diede ufficialmente la Nike, sponsorizzandolo per 1 milione di dollari l'anno Ma era un ragazzo, solamente un ragazzo, e 13 anni sono troppo pochi per reggere la pressione, sono troppo pochi per scontrarsi con il valore dei soldi e con il successo Da quel momento, la via che il destino sembrava avergli riservato come faro acceso di un calcio americano spento si trasformò in una strettoia infernale Prima l'esperienza europea nel Benfica, poi al Monaco, fino ad arrivare a cambiare 11 squadre in 11 anni militando addirittura nella terza divisione svedese E forse vi starete ancora chiedendo chi è Freddy Adu Per coloro i quali giocavano a Football Manager, o Scudetto per i più romantici, Freddy Adu è un'icona Era quel ragazzo che a 16 anni potevi prendere a parametro zero, ed era totalmente illegale, perché lo era anche nella realtà From Zero to Hero, o in questo caso from Hero to Zero Happy birthday, Freddy sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia adu freddyadu orei pele brasile calcio calciomls calciatore promessa fenomeno scudetto storiadelcalcio championshipmanager ilcalcio ilcuoredelcalcio

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3 weeks ago

Arrivare in finale due anni consecutivi non è da tutti. Soprattutto se l'anno prima l'hai persa malamente. Eppure il coraggio, il talento e il crederci sempre è prevalso su tutto. Il cammino non è stato semplice per i Reds, perché dopo aver passato i gironi con PSG e Napoli, agli ottavi di finale pescano il Bayern Monaco. Un bruttissimo 0-0 ad Anfield rimanda la qualificazione al ritorno, e con un netto 1-3 eliminano i bavaresi. I quarti di finale a differenza degli ottavi sono una passeggiata, dove con un complessivo 6-1 eliminano il Porto. La semifinale è storia, sarà contro il Barcellona. La partita di andata finirà 3-0 per gli spagnoli, dopo un risultato bugiardo e togliendo ogni speranza agli inglesi. Però se tutto può succedere quel posto è Anfield. Una partita perfetta da parte dei Reds, un 4-0 pazzesco che regalerà la finale. Ed eccoci qua, dopo una partita totalmente inglese, il Liverpool è campione d'Europa per la sua sesta volta. una vittoria che mancava dal 2005. Questa edizione ha regalato emozioni, gioie e rimonte pazzesche. Insegnandoci ancora una volta che nulla è impossibile. 18 secondi di gioco e calcio di rigore a favore dei Reds trasformato da Momo Salah mettendo la partita in discesa e che Origi chiuderà sul 2-0 finale. Complimenti al Liverpool. You'll never walk alone. championsleague sport sports calcio football soccer premierleague liverpool storiesportive salah firmino mane ucl final wandametropolitano madrid youllneverwalkalone reds origi penalty impossibleisnothing

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3 weeks ago

"A te ragazzo là fuori: trova qualcosa che ami fare. Fallo tutti i giorni. Sii ossessionato. L'equilibrio può venire dopo. Usa la tua immaginazione. Prendi carta e penna. Dichiara le tue intenzioni. Fissa piccoli obiettivi. Raggiungili. Fissa altri obiettivi. Ottieni slancio. Costruisci fiducia. Fai crescere dentro di te una profonda convinzione. Non è necessario essere il prescelto. Il segreto è costruire determinazione e spirito per affrontare le difficoltà. Le volte che non senti che ti stai migliorando e ti domandi perché lo stai facendo; sii paziente, le asperità possono diventare trampolini. Infine, non smettere mai di lottare per raggiungere i tuoi obiettivi fino a che non li hai ottenuti. Ma la verità è: anche se li hai raggiunti, anche quando arrivi qui, in piedi su questo palco, è il lottare, il combattere, lo spingere ogni giorno te stesso oltre il limite che ti affascina e che ti mancherà. Non sarai mai più vivo di quando dai tutto per qualcosa. Grazie." [Chiusura del discorso di Steve Nash in occasione del suo ingresso nella Naismith National Basketball Hall of Fame] sport sports basket basketball italiabasket nba basketballneverstop neverstopdreaming nevergiveup stevenash dream storiesportive halloffame ilovethisgame

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3 weeks ago

1 Giugno 1997, Stadio San Siro, Milano Anche le bandiere a volte si ammainano Anche quelle più belle, anche quelle più vere, e ciò che resta è il loro ricordo E anche il cielo, a modo suo, 22 anni fa piangeva in una giornata di pioggia, come se non bastassero le lacrime dei 45000 sugli spalti, quasi a suggellare ancor di più una giornata più nera che rossa se dovessimo scindere i colori della sua maglia e del suo cuore Ma la realtà è che essi sono indivisibili, anche provandoci, così come sono indivisibili i destini di due uomini, Franco Baresi e Mauro Tassotti, legati in eterno e per sempre al Milan In una domenica di esattamente 22 anni fa, Franco Baresi scendeva per l'ultima volta in campo nella Scala del Calcio contro il Cagliari, di fronte al pubblico che più ne acclamava le gesta, davanti a coloro i quali lo vedevano semplicemente come un Re Dopo una carriera gloriosa, dopo aver riportato il Milan sul tetto d'Europa, dopo 8 Campionati, 4 Supercoppe Italiane, 3 Coppe dei Campioni, 3 Supercoppe Europee e 2 Coppe Intercontinentali, dopo aver completamente riscritto il ruolo del Libero in Italia ed il concetto di Capitano, era arrivata anche per il numero 6 per antonomasia l'ora di abdicare, di farsi da parte Ma non nella memoria della gente, non nella memoria di chi ama questo sport Ciò che ha dato Franco Baresi al mondo del calcio va ben oltre i colori le distinzioni e le controversie Perché "Il Piscinin" era, semplicemente, Il Calcio sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia baresi francobaresi difensore libero capitano numero6 milan acmilan coppacampioni campione campioni maldini calcio calciocalciatore ilcalcioèdichiloama

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31 Maggio 2008, New York, Stati Uniti d'America "Da noi in Giamaica correre è una questione di cultura, come in Kenya per il mezzofondo Da ragazzini voi sognate di diventare calciatori, noi sprinter" Quando lo sport si mischia in maniera inscindibile ai sogni di un bambino, allora è più bello raccontare la prima volta in cui quel bambino diventa davvero grande, la prima volta nella storia, il primo record del mondo C'è chi non ci riesce mai, c'è chi ci riesce dopo anni di duro allenamento, e c'è chi ci riesce alla sua quinta gara nella specialità, a soli 22 anni Nessuno può spiegare il destino, nessuno può addurre valide motivazioni al fatto che nascano a volte persone che già conoscono la storia dello sport, e devono solo impugnare una penna per scriverla, come nessuno potrà mai smettere di vedere negli occhi di un bambino uno sprinter un calciatore o qualunque cosa sia, perché i sogni sono il ricordo più bello della tenera età Esattamente 11 anni fa, Usain Bolt metteva a segno il suo primo record mondiale nei 100 metri durante l'allora Reebok Grand Prix di New York, battendo di appena 2 centesimi il suo connazionale Asafa Powell, iniziando a comporre la cornice di un puzzle i cui pezzi centrali saranno i successivi record del mondo messi a segno nella velocità E se vedete un ragazzino giamaicano che corre, provate a prenderlo Magari ci riuscite, perché non tutti poi diventano sprinter, ma a lui non importerà, perché nel suo immaginario lui sarà sempre un fulmine, sarà sempre Usain Bolt sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia bolt usainbolt usain 100metri atleticaleggera atletica corsa record recorddelmondo 200metri gara velocita olimpiadi olimpiade medagliadoro oroolimpico

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3 weeks ago

Rubrica Grandi rimonte • La 51esima edizione del Super Bowl, viene ricordata per una leggendaria rimonta dei New England Patriots di Tom Brady, ai danni degli Atlanta Falcons. Dopo un primo tempo senza storia, culminato con i Falcons in vantaggio di 15 punti, alla ripresa il copione sembra il solito: grande ricezione di Coleman e Touchdown del 28-3. Atlanta ha le mani sulla partita, sui social iniziano ad impazzare meme raffiguranti un Brady perdente. Da lì in poi, il quarterback dei Patriots diventa una macchina da guerra guidando i suoi in una delle più grandi rimonte della storia dello sport. Però, sul punteggio di 28-12 con soli dieci minuti da giocare, i Falcons sembrano ancora in pieno controllo della finale. Un Touchdown Patriots, con conseguente conversione porta il punteggio sul 28-20. Manca veramente poco, i Falcons sembrano poterla vincerla ugualmente ma una serie di errori, compreso Coach Quinn, portano ad un altro TD dei Patriots e co la conversione di 2 punti, il punteggio è 28-28: Overtime! Sulle ali dell’entusiasmo e favoriti dal lancio della monetina che da loro il possesso, i Pats vincono 34-28 una memorabile edizione del Super Bowl, che consegna, una volta di più, Tom Brady alla leggenda. football nfl comeback rimonta patriots superbowl tombrady sport storiesportive stories crazy best sport sports overtime patriots pats

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30 Maggio 1994, San Marco, frazione di Castellabate "Sole sul tetto dei palazzi in costruzione, sole che batte sul campo di pallone, e terra e polvere che tira vento e poi magari piove Nino cammina che sembra un uomo, con le scarpette di gomma dura, dodici anni e un cuore pieno di paura Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia" Tra sport e musica, tra emozioni e surrealismo, tra calcio e magia Quando le note si fondono ai sentimenti, sembra per un attimo che il mondo si fermi a guardare, che il tempo non vada avanti, ma poi tutto scompare, e resta solo un flebile ricordo Te ne sei andato 25 anni fa, circa a quest'ora, con un colpo di pistola che trafisse non solo il tuo petto, ma anche i cuori di tutti Te ne sei andato nel silenzio mattutino della tua villa, te ne sei andato per tua scelta, premendo un grilletto freddo come la tua dipartita dal mondo terreno E, guarda caso, te ne sei andato a 10 anni esatti da quella finale di Coppa Campioni con il Liverpool persa davanti alla tua gente, ma non te ne sei andato naturalmente per questo Il mondo del calcio dà tanto, a livello mediatico e a livello di emozioni, ma con la stessa facilità può togliere tutto E così sei rimasto chiuso in un buco, lontano da tutto ciò che amavi, tra investimenti andati male e prestiti rifiutati per aprire una tua scuola dove far crescere i ragazzi che avevano il tuo stesso sogno Ma oggi vogliamo ricordarti per ciò che eri, per quell'essere un capitano vero, un leader in mezzo al campo, serio, rispettoso, razionale Ciao Ago, ancora una volta, e tante altre ancora, perché la memoria di chi se ne va resterà sempre in chi resta Ed è impossibile dimenticarti, è impossibile dimenticare Agostino Di Bartolomei sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia ago agostino dibartolomei agostinodibartolomei roma asroma asr asr1927 milan acmilan seriea suicidio pistola capitano bandiera curvasudroma