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18 Aprile 2004, Circuito di Phakisa, Welkom, Sudafrica Identificare un unico momento chiave nella carriera di un uomo che ha vinto 9 titoli mondiali riscrivendo praticamente la storia di uno sport è un'impresa ardua e un onore che non ci sentiamo di prendere Ma se dovessimo trovare una vittoria che più di tutte rappresenti il numero 46, allora un'idea ce l'abbiamo, ed è dovuta alla sua gara più bella corsa esattamente 15 anni fa Molte volte la fama dei grandi campioni li precede così tanto da scatenare l'invidia e le malelingue di perbenisti e falsi filosofi dello sport, convinti che vincano perché hanno la squadra più forte, o, nel caso di sport individuali, che trionfino avendo i mezzi migliori "Eh, ma Valentino ha la Honda, voglio vederlo correre su una moto diversa" E il dottore li stava aspettando al varco Accanto al colosso di Tokyo, c'era un'altra casa giapponese che non vinceva un mondiale dal 1992 e che l'anno precedente aveva raccimolato solamente un misero podio Quella casa si chiamava Yamaha Valentino lasciò la moto migliore dell'intero paddock dopo 3 splendidi mondiali consecutivi accettando una sfida sulla carta impossibile, riportare gloria laddove vi era declino E ci riuscì da subito, alla prima gara della stagione, al termine di un duello epico con il rivale di sempre, Max Biaggi, dando con la sua M1 due decimi a quella Honda tecnicamente imbattibile Il capolavoro di una leggenda, la genesi di un annata trionfale, il sesto titolo iridato Semplicemente, Valentino Rossi sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia motogp motociclismo moto motocicletta valentinorossi valentinorossi46 vale46 valentino46 rossi46 vr vr46 maxbiaggi biaggi yamaha honda yamahaitalia

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1 day ago

17 Aprile 1916, Buenos Aires, Argentina O almeno così c'era scritto sui passaporti che aveva, argentino, spagnolo e francese per la precisione Ma in realtà, Fiora Gandolfi, sua ultima moglie, due anni dopo il suo decesso datato 1997 scoprirà che sul certificato di nascita e su quello del primo matrimonio c'era scritta un'altra data, 10 Aprile 1910 Aveva mentito sulla propria età di ben 6 anni, ma questo a noi non importa, perché 103 anni fa, anzi 109 per essere precisi, nasceva quello che oggi ricordiamo letteralmente come un mago, anzi Il Mago Vi ricordate quei 3 passaporti di cui vi parlavamo? Ecco, Helenio Herrera conosceva 4 lingue se consideriamo anche l'italiano, e le mischiava nelle sue innumerevoli conversazioni fino ad arrivare a quell' iconico "Taca la Bala" che possiamo definire come un vero e proprio mantra, identificativo dell'idea di attaccare la palla, ovvero pressare alto Dovete pensare una cosa Negli anni 60 il calcio era molto diverso I giocatori avevano ritmi di allenamento bassi, la forma fisica non era di certo una discriminante del poter giocare o meno, così come l'alimentazione ferrea e la lontananza da fumo e alcool Ecco, il Mago Herrera ha rivoluzionato tutto questo, con un'attenzione maniacale alla dieta, all'allenamento, alla lontananza dai vizi al di fuori del campo, all'essere lo psicologo dei propri giocatori e al motivarli Era solito affiggere sopra la porta dello spogliatoio ed in generale laddove i propri giocatori potessero vederli cartelli motivazionali che ricordavano ciò che bisognava fare per vincere Helenio Herrera professava il calcio totale 40 anni in anticipo rispetto al suo tempo Ed anche se non ci sei più, sarebbe stato oggi il tuo compleanno inventato, e vogliamo ricordarti per aver riscritto la storia del calcio e della grande Inter Tanti auguri comunque, Mago sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia inter internazionale fcinter fcinternazionale mago magoherrera herrera helenioherrera asroma asr scudetto allenatore mister seriea grandeinter coppadeicampioni

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2 days ago

16 Aprile 1947, New York, Stati Uniti d'America Quella mattina per Cora Lillian non deve essere stata propriamente facile È vero, la nascita di un figlio elimina qualsiasi dolore e difficoltà, sia fisica che mentale, ma l'unico frutto dell'amore tra lei e Ferdinand Lewis Alcindor Sr. aveva qualcosa di particolare, e non vi stiamo parlando di pallacanestro 5,73 kg e 57,2 cm di neonato dai quali, forse, si doveva già evincere che sarebbe diventato uno dei più grandi di sempre nella storia del Gioco E quel neonato, a cui fu dato il nome del padre, Ferdinand Lewis Alcindor con il classico Junior marchio di fabbrica a stelle e strisce, non è oggi ricordato con il suo nome di battesimo, ma con quello che si è scelto Compie oggi 72 anni Kareem Abdul-Jabbar, l'uomo per cui la NCAA cambiò le regole nel 1967, vietando la schiacciata al termine del suo primo anno nella lega, perché per lui, dall'alto dei suoi 217cm, dominare qualunque avversario era fin troppo facile Fu così che con il leggendario coach di UCLA John Wooden dovettero mettere a punto un qualcosa che lo continuasse a far essere il giocatore più incisivo di tutti, anche non potendo più gettare con forza la palla nel canestro da sopra il ferro Insieme crearono l'arma più efficace della pallacanestro moderna, perché fu questa la nascita del leggendario Skyhook, il gancio cielo, divenuto il suo marchio di fabbrica per eccellenza E ancora oggi, come in eterno, quando qualcuno porta la palla sopra la testa con il braccio più lontano dal difensore, proteggendosi con l'altro e spezzando il polso nel punto più alto possibile, si sentirà qualcuno pronunciare la parola "Kareem" 72 anni fa nasceva il miglior marcatore di sempre nella storia della lega, quello che, forse, nessuno raggiungerà mai Happy birthday Legend! sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia kareemabduljabbar abduljabbar kareem lakers losangeleslakers skyhook ganciocielo gancio pallacanestro nba basket basketball basketuniverso nbapassion nbareligion record

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3 days ago

15 Aprile 1989, Hillsborough Stadium, Sheffield, Inghilterra Raccontare le tragedie non vuole e speriamo non diventi mai un qualcosa di usuale, desideriamo rimangano sempre fatti isolati, e dopo il ricordo di ieri legato ad un angelo ci troviamo oggi a piangere 96 uomini, la maggior parte sotto ai 30 anni E proprio 30 anni fa, il calcio inglese cambiava definitivamente, messo in ginocchio dalla scarsa preparazione delle autorità e dall'istinto di sopravvivenza umano che purtroppo ha portato alla fine peggiore Erano le ore 15 di un pomeriggio di metà aprile quando la casa dello Sheffield venne prestata alla semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest La ripartizione degli spalti fu assegnata senza alcun criterio Alla tifoseria dei Reds, molto più numerosa di quella dei rivali, fu concessa la West Stand, la tribuna occidentale anche detta Leppings Lane, con una capienza minore e un numero di ingressi limitato rispetto alla Kop, la curva orientale, pensata per i tifosi del Nottingham Ciò che successe era facilmente preventivabile, tranne a chi aveva il potere di prendere decisioni Ad un quarto d'ora dall'inizio, molti tifosi del Liverpool erano ancora fuori dallo stadio, e la polizia decise di aprire il Gate C, un tunnel utilizzato solitamente per far defluire a fine partita, per accelerare le operazioni di ingresso Ciò portò però ad una massa incontrollata di persone che si andavano ad aggiungere a quelle presenti nei settori 3 e 4, già completamente pieni La partita fu bloccata soltanto alle 15:06, il tempo per accorgersi che quelle persone che entravano disperate in campo non lo stavano facendo come invasione, ma perché stavano per essere schiacciate, e quindi non andavano respinte Stavano solamente cercando di continuare la propria vita, quella che non si può perdere per nessun evento sportivo sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calcioilcalcioèdichiloama hillsborough liverpoolfc liverpool nottinghamforest facup stadio calcioinglese inghilterra semifinale finale tifoso tifosi ilcalcio

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4 days ago

14 Aprile 2012, Pescara Il tuo cuore si è fermato come un pallone lasciato al centro del campo alla fine di un allenamento d'inverno, con il freddo e la polvere a corredo di quel quadro buio e senza colori Il tuo cuore si è fermato al 31esimo minuto di una partita di calcio, di un Pescara Livorno, quando eri ancora troppo giovane per andartene via Ed insieme al tuo cuore, si è fermato il mondo dello sport e ci siamo fermati tutti noi Ci siamo fermati a pensare a come sia possibile che la vita a volte riservi questo ad un ragazzo che ha perso la madre a 15 anni ed il padre 2 anni dopo, a chiederci perché debba succedere proprio a te, come se non avessi già sofferto abbastanza E la risposta non c'è, perché la vita è anche questo Possiamo cercarla, continuare a chiedercelo, ma la risposta non esiste Quello che c'è invece è il diritto ed il dovere di chi resta di ricordare, attraverso qualunque mezzo possibile, chi ci ha lasciato, tenendone sempre viva la memoria 7 anni fa se ne andava Piermario Morosini Riposa in pace Moro, continuando a proteggere da lassù tutti i ragazzi d'oro come lo eri tu sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia morosini piermariomorosini calcio calciocalciatore ilcalcioèdichiloama livorno livornocalcio pescara pescaracalcio moro seriea serieb nazionale azzurri piermario

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5 days ago

13 Aprile 2016, Staples Center, Los Angeles "Caro basket,  dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre  e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum  ho saputo che una cosa era reale: mi ero innamorato di te. Un amore così profondo che ti ho dato tutto  dalla mia mente al mio corpo  dal mio spirito alla mia anima. Da bambino di 6 anni  profondamente innamorato di te  non ho mai visto la fine del tunnel.  Vedevo solo me stesso  correre fuori da uno. E quindi ho corso.  Ho corso su e giù per ogni parquet  dietro ad ogni palla persa per te.  Hai chiesto il mio impegno  ti ho dato il mio cuore  perché c’era tanto altro dietro. Ho giocato nonostante il sudore e il dolore  non per vincere una sfida  ma perché TU mi avevi chiamato.  Ho fatto tutto per TE  perché è quello che fai  quando qualcuno ti fa sentire vivo  come tu mi hai fatto sentire. Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker  e per questo ti amerò per sempre.  Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.  Questa stagione è tutto quello che mi resta.  Il mio cuore può sopportare la battaglia  la mia mente può gestire la fatica  ma il mio corpo sa che è ora di dire addio. E va bene.  Sono pronto a lasciarti andare.  E voglio che tu lo sappia  così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.  I momenti buoni e quelli meno buoni. Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.  E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,  che rimarrò per sempre quel bambino  con i calzini arrotolati  bidone della spazzatura nell’angolo  5 secondi da giocare.  Palla tra le mie mani.  54321 Ti amerò per sempre, Kobe" 3 anni fa, Kobe Bryant giocava l'ultima partita di una carriera straordinaria segnando l'incredibile cifra di 60 punti, l'ultimo morso del Mamba sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia basketball basket nba nbalegends nbahistory bryant kobebryant kobebryant8 kobebryant24 lakers losangeleslakers basketuniverso pallacanestro basketball🏀 bryant8 kobebryant24

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6 days ago

12 Aprile 1989, Culver City, California Salire al cielo con fasce e guantoni non deve essere facile, ma è esattamente così che ce lo immaginiamo, anche se a livello umano non siamo poi così sicuri che si meriti il Paradiso nell'accezione Dantesca del termine Ma a livello sportivo, è tutta un'altra storia 30 anni fa ci lasciava uno dei più grandi pugili di tutti i tempi, definito come il migliore in assoluto da chi quel migliore lo era, Muhammad Ali 30 anni fa il destino si portava con sé Sugar Ray Robinson, nato Walker Smith Jr Ma a differenza di Cassius Marcellus Clay, il suo nome sul ring non deriva da una conversione Appena quattordicenne, complice anche il divorzio dei genitori, voleva partecipare ad un torneo di boxe, ma era ancora troppo piccolo Prese così in prestito la tessera di un suo amico, Ray Robinson, per fingersi più grande di quello che era ed aggirare i controlli Da lì quel nome non lo avrebbe mai più cambiato, almeno sul ring, ed è il nome per mezzo del quale ha scritto la storia L'appellativo "Sugar", invece, deriva dal suo stile di combattimento, dolce come lo zucchero Un giorno era seduto in un bar di Harlem quando un ragazzo appena diciottenne gli si avvicinò "Ehi, lei è il signor Robinson? Lei è il più grande di tutti i tempi, è il mio idolo Io sto per partire per Roma, per le Olimpiadi, dalle quali tornerò con la medaglia d'Oro E vorrei che, quando saranno finite, lei diventasse il mio manager" "Non si può fare ragazzo, sono ancora un pugile in attività, non si può salire sul ring e contemporaneamente fare il manager a qualcuno" "Ok, allora quando smetterà lo potrà diventare il mio manager?" "Vedremo Ma non mi hai ancora detto come ti chiami" "Cassius Marcellus Clay, signor Robinson" sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia pugilato pugile pugilistica boxe ring guantoni gong ali muhammadali cassiusclay cassiusmarcellusclay robinson rayrobinson greatest thegreatest goat

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1 week ago

11 Aprile 1948, anche se all'anagrafe il 12, Viareggio “Ne avevo individuati quattro e mi mancava il quinto: Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero Totti era uscito, così mi sono guardato attorno e ho detto a Grosso: ‘Il quinto lo tiri tu’ Lui mi ha risposto: ‘Io??? Ma mister veramente’ E io gli ho detto: ‘Lo tiri tu perché sei l’uomo dell’ultimo minuto’" L'uomo dell'ultimo minuto, l'uomo della provvidenza, l'uomo del destino, l'uomo che è impossibile descrivere a parole, l'uomo simbolo dell'Italia del 2006 che tinse di azzurro il cielo sopra Berlino La scelta non fu certo dettata dalla scaramanzia, ma dall'intuizione, quella che un allenatore deve avere quando guarda negli occhi i propri calciatori per capire chi di loro andrà a scontrarsi con quella giostra maledetta distante 11 metri dalla gloria E dietro quella vittoria, oltre il nome di Fabio Grosso, c'è il nome di chi quella squadra la ha plasmata, la ha messa in campo, la ha trascinata alla conquista del quarto mondiale, Marcello Lippi "Oddo era famoso per la sua passione da barbiere Si divertiva a tagliare i capelli ai suoi compagni di squadra, era un suo pallino Così un giorno il Mister, che ovviamente era stato informato di tutto, lo chiama in presenza della squadra e gli fa questa domanda: “Allora Massimo, te la senti? Ti senti pronto? Lui, che dall’inizio del Mondiale non aveva ancora giocato una partita, rispose : ”Certamente Mister, sono prontissimo” E allora Lippi disse :” Bene, allora ti aspetto nello stanzino del barbiere così mi puoi dare una sistemata ai capelli" Parleremmo per ore di aneddoti relativi al Mondiale del 2006, quasi dimenticandoci quanto ha vinto anche a livello di club Compie oggi 71 anni uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi Tanti auguri Mister sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore allenatore mister lippi marcellolippi grosso fabiogrosso mondiale mondiali azzurri berlino nazionale germania ilcalcioèdichiloama

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1 week ago

10 Aprile 1973, Garça, Brasile "Aspetta un attimo che devo cambiare la formazione" "Dai ma cosa devi cambiare che il Real Madrid è perfetto così, perdi solo tempo" "Ti sbagli, perché devo spostare Roberto Carlos in attacco" Questa conversazione, appartenente idealmente a due giovani ragazzi che con i loro joystick si sfidavano alla Play Station qualche decennio fa, nasconde dietro l'antitesi di un uomo, un calciatore straordinario, nato con un piede sinistro da esterno offensivo ed una potenza nelle gambe fuori da ogni possibile immaginazione, ma passato alla storia come terzino, o forse dovremmo dire come uno dei terzini più forti di tutti i tempi Eppure, Roy Hodgson ci aveva provato vedendo quelle qualità a spostare il suo raggio di azione di qualche metro in avanti, ma lui contrariamente a ciò che si potrebbe pensare in quella posizione non rendeva, non gli piaceva, e così la sua avventura all'Inter durò solo un anno Vincerà poi qualunque cosa si possa vincere con la Camiseta Blanca del Real Madrid, scrivendo la storia più e più volte, come quella volta con la maglia del Brasile in cui realizzò uno dei goal più belli della storia, su punizione da 35 metri, con la palla che prende un effetto di un altro pianeta, per conferma basti chiedere a Fabien Barthez "Chissà come mi è uscita Usavo scarpe strette, e di sicuro hanno aiutato Il pallone era molto leggero, e ha aiutato La mia coscia sinistra ha una circonferenza di 64 cm, e anche quello c'entra Però il tiro con le tre dita l'ho provato mille volte, non mi è mai più riuscito" L'onestà e l'umiltà di un uomo vero, le vesti della leggenda Tanti auguri campione, e nel frattempo noi continuiamo a metterti in attacco sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore ronaldo ilfenomeno terzino terzinosinistro numero3 robertocarlos realmadrid real ilcalcioèdichiloama inter internazionale brasile mondiali

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1 week ago

9 Aprile 1971, Saint-Jean-sur-Richelieu, Quebec, Canada "Mamma, voglio fare il pilota" Dietro una semplice frase, pronunciata con gli occhi lucidi e la spensieratezza che rispecchiano i sogni di un tredicenne, c'è un mondo, un mondo fatto di emozioni, vittorie, tragedie e dolore Si, perché papà Gilles era morto in un incidente durante le qualifiche del Gran Premio del Belgio appena 2 anni prima, ma ciò non fermò il piccolo Jacques dal voler intraprendere la stessa strada del padre Ma immaginatevi cosa significa per una moglie che perde il marito in pista veder il proprio figlio voler fare lo stesso identico mestiere, seguire la stessa passione che le ha strappato l'uomo della sua vita E immaginatevi cosa significa per un ragazzo di appena 13 anni che ha perso il padre volerne seguire le orme, senza paura alcuna e con una forza caratteriale che molte volte non si vede neanche negli adulti Naturalmente, mamma Joanna fece di tutto per farlo desistere, provando tutte le carte a propria disposizione che esulano da un semplice no "Ti porterò in una pista di kart se prenderai bei voti in matematica" C'è solo una piccola particolarità, ovvero che Jacques non è affatto portato per i numeri, ma con la forza d'animo di un eremita si chiude in casa a studiare, riuscendo ad arrivare laddove la mamma non avrebbe mai pensato sarebbe riuscito Fu un amore puro il suo, iniziato guardando il papà, e venendo poi iscritto dallo zio Jacques Sr, fratello di Gilles, alla famosa e rinomata scuola piloti di Jim Russell "È il miglior allievo che abbia mai avuto" Non ne abbiamo dubbi Jim, perché 48 anni fa nasceva un autentico fuoriclasse Tanti auguri a Jacques Villeneuve, la freccia canadese sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia formula1 formulauno f1 ferrari williamsf1 motori passionemotori pilota automobilismo villeneuve gillesvilleneuve jacquesvilleneuve macchina gara poleposition circuito

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1 week ago

8 Aprile 1990, Stadio Atleti Azzurri d'Italia, Bergamo Cosa significano 100 Lire in confronto al calcio dei miliardi? La risposta, logica e immediata, sarebbe niente, ma a volte accadono episodi talmente paradossali da passare totalmente alla storia Il campionato 1989-1990 è uno dei più belli di sempre Da una parte, il Milan degli olandesi guidati da Arrigo Sacchi, dall'altra il Napoli del numero 10, Diego Armando Maradona Ma non è tutto Il calcio italiano era il fiore all'occhiello del movimento europeo, tutti i più grandi campioni sognavano di poter confrontarsi con il nostro campionato Basti pensare che la Fiorentina, dodicesima, giocava la finale di Coppa UEFA, e la Sampdoria quinta vinceva la Coppa delle Coppe Ma torniamo a quella Domenica di 29 anni fa Dopo una guerra punto a punto, a 4 giornate dal termine i rossoneri hanno una sola lunghezza di vantaggio sui partenopei Minuto 75 di gioco, 0-0 sia in Bologna Milan che in Atalanta Napoli, partite totalmente inchiodate con la sensazione che nulla possa cambiare, ma ad un tratto succede qualcosa di clamoroso Dalla gradinata viene lanciata una monetina che colpisce in testa Alemao il quale cade a terra sanguinante In quei casi, come da prassi, scattava il 2 a 0 a tavolino per la squadra danneggiata Ogni tentativo atalantino sarà vano, seppur coadiuvato dal Milan che sostenne il ricorso dei bergamaschi ingaggiando addirittura esperti della lettura labiale che dimostreranno che il massaggiatore Carmando, entrato in soccorso di Alemao, gli disse un eloquente "stai giù" Il Napoli uscì da Bergamo con la vittoria, il Milan pareggiò a Bologna, e l'aggancio in classifica fu quello decisivo per portare lo scudetto sotto al Vesuvio, quello del testa o croce, la testa di Alemao, la croce delle polemiche sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciatore seriea scudetto napolicalcio atalanta maradona elpibedeoro alemao milan sacchi calciodiegoarmandomaradona eldiez numero10 ilcalcioèdichiloama

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1 week ago

È stato il pugile più scarso del mondo, con un incredibile record negativo di sconfitte, 256 su 300, 88 di fila. La storia è quella di di Peter Buckley, boxeur inglese ritiratosi nel 2008 alla soglia dei 40 anni. Partito nella categoria super piuma, gradualmente passa ai pesi welter, intraprese così un percorso da sognatore e giramondo pronto a cogliere il successo dietro l'angolo. Nel frattempo divideva la sua vita tra famiglia e ingaggi utili solo ad arrivare a fine mese. Dopo aver perso il padre all’età di quindici anni si è dato alla delinquenza. Ma poi la boxe lo salva dalla prigione donandogli una ragione di vita. La palestra è diventata la sua seconda casa. Ha iniziato ad allenarsi continuamente e a rendersi disponibile sempre. Chiamate all’ultimo momento, sostituzioni per ogni avversario. Nell’ottobre 1989 diventa professionista e ad un certo punto si rende conto che perdere, a detta sua, sarebbe stato più conveniente. Fisicità limitata, ma resistenza e capacità di incassare sorprendenti. È diventato famoso per aver accettato incontri con non più di un’ora di preavviso. Ben 42 futuri campioni hanno fatto scuola con Peter, chiamato 'The Professor', prima di divenir tali. Una scelta consapevole, con la sola condizione di avere un ring ad accoglierlo. Sconfitto, ma mai perdente. Buckley ha sempre dato battaglia fino in fondo, contando nel suo record solo 8 sconfitte per KO, a dimostrazione del suo essere osso duro. Mostrando serietà, disciplina, sacrificio ed orgoglio. Una scelta la sua di coraggio. Quella che non prevede mai una resa davanti a niente. Nessuno meglio di lui può insegnare l’arte di restare in piedi. Il 31 ottobre 2008 a Birmingham, Peter ha chiuso la sua carriera davanti una folla notevole di spettatori. Ha finito la sua battaglia, la numero 300, con una vittoria. Dopo cinque anni consecutivi di insuccessi, è sceso da quegli ultimi gradini a testa alta, con il viso rigato dalla visibile commozione. The Professor ha portato a casa la vittoria decisiva, quella sulla sua vita colma di passione costruita su ciò che di più ha amato fare. 🥊 boxe pugilato racconti storiesportive sport pugili storie gpssport atleti peterbuckley

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1 week ago

7 Aprile 1968, Hockenheim, Germania Accanto alla Parabolika Einfahrt, la secca curva a destra, c'è un bosco di querce e pini che sembra quasi una foresta in miniatura Se vi addentrate al suo interno, accanto ad uno dei molti alberi presenti troverete una piccola croce in pietra, discreta, non dozzinale, che reca solamente una semplice iscrizione, Jim Clark 7-4-1968 Molti di voi non erano ancora nati, noi compresi, molti di voi non sapranno di chi stiamo parlando, ma il compito della storia molte volte è proprio questo, far sì che nessuno venga dimenticato E 51 anni fa, il destino rapiva a soli 32 anni uno dei piloti più forti di tutti i tempi È una domenica fredda pur essendo in Aprile, e sulla famosa pista tedesca si corre la Martini Gold Cup in condizioni atmosferiche instabili, con tratti bagnati alternati a pezzi completamente asciutti Jim Clark, lo Scozzese Volante, aveva una caratteristica che lo rendeva diverso da qualunque altro pilota Quando la sua Lotus non aveva guasti meccanici, lui vinceva In soli 72 Gran Premi disputati trionfò 25 volte, percentuale inferiore oggi solamente ad un certo Michael Schumacher Ma quel giorno, al quinto giro, la sua macchina perde aderenza dopo un rettilineo a 240 km/h Ogni tentativo è vano, la monoposto sfonda la recinzione a bordo pista e colpisce un albero all'altezza dell'abitacolo Per Jim non c'è speranza, muore sul colpo, ma ciò che non muore è il suo ricordo, è l'essere stato considerato come un autentico alieno da tutti i suoi avversari, perché per la morte purtroppo non ci sono campioni sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia formula1 formulauno martini hockenheim hockenheimring granpremio gp poleposition ferrari lotus clark jimclark scozzese scozia senna pilota motori

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1 week ago

🎯L'INEVITABILITÀ (cit. Tratte Dal Film Interstate 60❤) "Sentite questa teoria. Dati un universo infinito e un tempo infinito tutto accadrà. Significa che tutti gli eventi sono inevitabili compresi quelli ritenuti impossibili e questa è una valida spiegazione per la mia storia!" "Non credo nelle coincidenze; preferisco l'inevitabilità. Ogni evento è inevitabile. Se non lo fosse non accadrebbe." 👀🐯❤🇮🇹🇮🇹🇮🇹💪💪💪💪💪 accendilamente illuminalaperformance Athýke athyke atene2004 olympicgames athen2004 pallanuoto pallanuotoitalia pallauotogirls worldwaterpolo waterpolo setterosa 7rosa instasport storiesportive blogger storiedidonne inevitabilità interstate60 statale60 universo aurorapucciosportmentalcoach

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1 week ago

5 Aprile 1989, Santiago Bernabeu, Madrid "Questa partita fu quella che ci fece conoscere al mondo" Nessuno conosce una squadra meglio di chi quegli uomini li guida, ed è proprio dalle parole di mister Arrigo Sacchi che vogliamo partire per riavvolgere il nastro, per raccontare non soltanto un match epico, ma un goal meraviglioso da parte di uno dei talenti offensivi più forti di sempre Semifinale di andata di Coppa dei Campioni, Real Madrid Milan E nel narrare cosa avvenne esattamente 30 anni fa non possiamo sottovalutare l'atmosfera legata ai rossoneri L'anno precedente il Profeta di Fusignano, al suo primo anno sulla panchina del Diavolo, aveva riportato lo Scudetto sotto la Madonnina ed il Milan in Coppa dei Campioni dopo il successo contro l'Ajax del 1969 a cui erano seguiti 20 anni di ombra Dopo aver eliminato il Werder Brema, nella strada per la finale c'era da superare una montagna bianca chiamata Real Madrid, la squadra più forte del mondo E l'andata si gioca proprio al Santiago Bernabeu Gli spagnoli si portano in vantaggio con Hugo Sanchez, la reazione dei rossoneri non si fa attendere ma viene annullato un goal regolare a Ruud Gullit Tutto sembra andare per il peggio, fin quando un extraterrestre non atterra sul terreno di gioco Tassotti mette in mezzo dalla destra un pallone teso oltre il dischetto del rigore Marco Van Basten corre verso la palla, e anticipando il difensore esegue una torsione perfetta riuscendo a girare in tuffo la palla di testa verso la porta Il pallone colpisce la traversa ed entra in porta Al ritorno, dopo l'1 a 1 dell'andata, il Milan con una delle partite più belle della storia distrusse il Real per 5 a 0 Quell'anno, il Milan vinse la sua terza Coppa dei Campioni, sotto la guida di Arrigo Sacchi, e sotto i colpi del Cigno di Utrecht sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia milan acmilan championsleague coppadeicampioni realmadrid vanbasten marcovanbasten cignodiutrecht calcio calciocalciatore attaccante attacco goal colpoditesta gullit

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2 weeks ago

” Preferisco un giocatore scadente che si sia allenato per tutta la settimana a uno che seppur dotato naturalmente non abbia faticato per conquistare la presenza in acqua.” (tratto dal libro ” Nove il Leader” ed. Carthago) Foto archivio personale Giusi Malato 🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹🇮🇹 Setterosa 7rosa gm9 giusimalato libridaleggere leggodiverso bookstagram books leader pallanuoto pallanuotofemminile nazionaleitaliana olimpiadi atene2004 waterpolo worldpolo tigriditalia allenatorigiovanili allenatore storiedidonne storiesportive centroboa calottinadoro accendilamente illuminalaperformance athýke athyke aurorapucciomentalcoach

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2 weeks ago

4 Aprile 1973, Castel San Pietro Terme “Una volta a Brno feci dormire nel mio camper un biondino, non sapeva dove andare, diceva che ero il suo idolo, che tenerezza Al mattino sono uscito per fare il warm up, lui ronfava Era Valentino, un anno dopo avrebbe esordito in 125” Sembra la classica favola del baby fenomeno che insegue ad occhi aperti i propri sogni e le proprie passioni, elementi puri e sinceri che lo conducono ad idolatrare i propri eroi come mentori e punti di riferimento Ed in effetti stiamo parlando proprio di uno di quei casi Quante volte li avete visti lottare in pista fino all'ultimo giro senza esclusione di colpi, senza mai scorrettezze, anche se l'amicizia forte è un'altra cosa "Tranne Fausto Gresini e Doriano Romboni, non ho avuto altre amicizie vere nel paddock Ho tanta stima di molti e buoni rapporti, però l’amicizia vera quando corri contro è impossibile" Chi ha pronunciato queste parole è lo stesso pilota che detiene attualmente il record come vincitore più giovane del motomondiale nella classe 125, a soli 17 anni e 165 giorni, un pilota che rinunciò al suo numero 65 nell'ultima danza tra i cordoli della sua carriera, Valencia 2011, per correre con quel 58 che il Sic ha reso più grande di ognuno di noi, ma soprattutto un pilota che ha fatto la storia di questo sport e che spegne quest'oggi 46 candeline "Ho chiesto di poter correre col suo numero – il 58 – l’ultima gara a Valencia Ho scoperto una parte di me che non conoscevo Ho avuto paura di correre, di morire La gara più difficile della mia vita” Qualunque cosa succeda, quel numero 58 è immortale Tanti auguri Loris Capirossi, buon compleanno Capirex sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia capirossi loriscapirossi motomondiale 46 valentinorossi46 valentinorossi rossi rossi46 vr vr46 skysportmotogp skyvr46 skyracingteamvr46 ducati borgopanigale capirex

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2 weeks ago

RoadToShanghai Quasi tutti i record di questo sport sono di Michael, ma credo che quello in assoluto più sconcertante sia il numero di vittorie. Incredibile! Io, come pilota, potrei ambire più ai suoi 7 titoli che al numero di vittorie. Sebastian Vettel 1 ottobre 2006. Il RE conquista a Shanghai l'ultima in carriera. La VITTORIA NUMERO 91.

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2 weeks ago

3 Aprile 1896, Milano C'è chi racconta storie di sport da qualche mese, cavalcando una sana e sincera passione, e chi lo fa da più di un secolo, ogni giorno, portando nero su rosa in questo caso notizie, curiosità, aneddoti e attualità, riuscendo sempre a rinnovarsi per restare al passo con i tempi che corrono E tutto ciò non può che meritare una menzione particolare Esattamente 123 anni fa, dalla fusione tra le testate "Il Ciclista" di Eliseo Rivera e "La Tripletta" di Eugenio Camillo Costamagna, nasceva La Gazzetta dello Sport, il quotidiano sportivo più famoso e letto della nostra penisola Ma la storia di Rivera è da antologia Due anni dopo questa storica fusione, fu arrestato mentre manifestava contro la tassa sul pane e fu costretto a scontare 22 giorni di carcere. Una volta uscito, dovette emigrare in Argentina, e così a Costamagna si affiancò Armando Cougnet, colui che inventò il Giro d'Italia, dando al vincitore una maglia dello stesso colore del suo giornale Ma c'è un'altra particolarità Il primo numero del giornale uscì in una veste verde che la redazione mantenne per un paio d'anni Il motivo del passaggio al colore che l'ha resa celebre lo spiegò in seguito Candido Cannavò, storico direttore "La trasformazione di quel colore verde iniziale in rosa fu involontaria, perché dettata da motivi di risparmio, un colpo di genio" Ma torniamo a quel venerdì di 123 anni fa, giorno in cui in prima pagina si leggeva che "per trattare lo sport bisogna sentirsi in grado di correre coi tempi, prevedere, arrivare" Non ci sentiamo di aggiungere altro Buon compleanno Rosea sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia gazzetta gazzettadellosport gazza rosea rosa giornale quotidiano giornalista giornalisti giornalismo calcio pallacanestro formula1 pallavolo rugby giroditalia

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2 Aprile 1995, Old Trafford, Manchester 19 anni, uno dei templi del "football" mondiale, 43712 spettatori Accanto a sé, 10 leggende del calcio, i bad boys che rispondevano all'unico vero generale Sir Alex Ferguson, di fronte il Leeds, coriacea compagine che occupava la sesta posizione della classifica L'atmosfera è da brividi, lo United, secondo in Premier League, stava lottando per la conquista del campionato con il Blackburn di Alan Shearer, e di certo non stava passando un buon momento dopo ciò che era successo circa due mesi prima al suo leader indiscusso, King Èric Cantona, che con un calcio volante ed un pugno colpì un tifoso del Crystal Palace in uno degli episodi più famosi e controversi nella storia dello sport Uno scialbo 0 a 0 non è certo il motivo per cui questa gara è ricordata ancora oggi Il motivo è tutto da attribuire ad un ragazzo con il numero 28, ala destra di un centrocampo da antologia, capelli biondi che facevano cadere ai piedi donne di tutte le età (tra cui la mia ragazza ancora oggi, ma questo è un altro discorso, e tra l'altro molto probabilmente anche le vostre quindi è inutile che ridete), e piede destro fatato che incantava chi amava, ama ed amerà per sempre il gioco del calcio Quella domenica di 24 anni fa, lo Spice Boy faceva il suo esordio in Premier League, portando i suoi cross nella storia del "football", e portando il nome di David Beckham nell'olimpo del calcio sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia premierleague reds manchesterunited ferguson siralexferguson beckham davidbeckham calcioinglese calcionostalgico numero7 centrocampo centrocampista calcio calciocalciatore aladestra

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1 Aprile 1946, Fusignano Pizza, Mafia e Catenaccio No, non è un pesce d'aprile, è semplicemente un insieme di stereotipi con i quali veniva dipinto il nostro paese fino a qualche anno fa E a dirla tutta, per fortuna e purtroppo, rigorosamente in questo ordine, i primi due ancora resistono nel panorama mondiale Il terzo, invece non esiste più, soprattutto per merito di un profeta del calcio nato 73 anni fa "Difesa folta, marcature rigide, contropiedi e spunti individuali Un sistema di gioco che in Italia può dare risultati ma con tutti i limiti che il calcio europeo ha evidenziato" Già, perché questo era il problema Il calcio italiano era votato solamente al risultato, al vincere a tutti i costi, anche se ciò comportava l'essere il più lontani possibile dal bel gioco, e le squadre approcciavano le partite in modalità completamente diverse quando erano tra le mura amiche o in trasferta Tutto questo fino a che non arrivo' colui che apportò un'autentica rivoluzione Figlio di un calciatore che militò nella Spal, come giocatore non si distinse mai in maniera vera e propria, lasciando poi studi e calcio per rappresentare l'azienda di scarpe del padre in giro per l'Europa Ed è qui che entra in contatto con scuole calcistiche diverse, prendendo ciò che di meglio c'era in ognuna di esse, e riassemblando il tutto in pensiero totalmente innovativo, riassunto dalle parole vincere, convincere, divertire Tornato in Italia, inizierà ad allenare la squadra della sua città, dando vita ad una scalata che si concluderà portando il suo Milan sul tetto del Mondo "Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti" Tanti auguri ad Arrigo Sacchi, il Profeta di Fusignano sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia sacchi arrigosacchi milan acmilan baggio mondiale mondiali championsleague coppadeicampioni allenatore mister catenaccio supercoppa calcio calciocoverciano

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31 Marzo 1996, circuito di Shah Alam, Malaysia Primo appuntamento del motomondiale, e prima tripletta azzurra Perugini, Biaggi e Cadalora, nelle classi 125, 250 e 500 rispettivamente Sarebbe già questo di per sé un motivo di celebrazione, di ricordo, ma quella domenica di 23 anni fa successe un qualcosa di più grande La 125, si sa, è una grande incubatrice che accoglie tutta una serie di neonati per quel che riguarda il motomondiale, alcuni destinati ad essere pressoché dimenticati, alcuni destinati a brillare, ma pochissimi destinati a diventare leggenda E quell'anno, come ogni anno, tutta una serie di ragazzi si approcciava per la prima volta al mondo dei professionisti L'occhio cadde immediatamente su un giovanotto con i capelli lunghi e la faccia da bambino, che con la sua Aprilia scattava dalla tredicesima posizione in griglia portando fiero sul cupolino il numero che era del papà Già dalla sua prima gara, quel ragazzo mostro' di essere diverso dagli altri, completando la prima piccola rimonta della sua vita chiudendo in sesta posizione dopo una splendida lotta a 3 con i giapponesi Manako e Saito È totalmente superfluo dirvi che il numero che portava fiero era il 46, perché chiunque di voi in questa foto è in grado di riconoscere il pilota più forte di tutti i tempi E la sua storia cominciava proprio 23 anni fa, giorno in cui Valentino Rossi faceva il suo esordio nel motomondiale sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia moto motomondiale motociclismo motogp 125 125cc rossi valentinorossi rossi46 valentinorossi46 vr46 vr 46 thedoctor46 vale46 valentino46

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30 Marzo 1971, Londra, Inghilterra Quando ci si trova a dover descrivere una personalità simile, non si sa mai se iniziare dalle sue vittorie, dal suo palmares, o da quanto abbia influito nella pallacanestro italiana Per non sbagliare, partiamo da dove tutto è cominciato, un martedì di 48 anni fa, quando sulle rive del Tamigi nacque Carlton Ettore Francesco Myers Figlio di un sassofonista giamaicano, si trasferisce a Rimini con la mamma italiana all'età di 10 anni, ed è lì che pian piano lascia le orme paterne (pur suonando uno strumento diverso, il flauto) per seguire il destino che quella vita gli aveva riservato Ma quel destino non fu subito evidente Gianluigi Rinaldi, storico professore riminese di educazione fisica e pallacanestro, in seguito racconterà: " Non era dominante, un po' più bravo di tanti altri ma non un fenomeno" Beh professore, lei è rimandato Perché sapete cosa c'è tra il sembrare un ragazzo esattamente come gli altri, e l'essere invece un autentico fenomeno? C'è testa, allenamento, propensione e talento, un grande, immenso, smisurato talento, quello stesso talento che ti porta a vincere un Europeo, uno Scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane E se si parla di talento, non possiamo non tornare indietro alla notte del 26 Gennaio 1995, quando Rimini giocava contro Udine 14 su 22 da 2, 9 su 12 da 3, 32 su 35 dalla linea della carità, numeri che sommati fanno l'incredibile cifra di 87 punti Avete letto bene, proprio 87 punti in una sola partita Genio, estro, leadership e carisma E chissà cosa sarebbe successo se quel fax dei New York Knicks non fosse caduto nel dimenticatoio Perché a quella chiamata, la chiamata dell'NBA, non rispose mai, forse per non essere uno dei tanti, ma per essere l'uno assoluto, almeno nel nostro paese Tanti auguri Carlton sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia pallacanestro basket basketuniverso fortitudo virtus fortitudobologna virtusbologna myers carlton carltonmyers rimini legaseriea nba nbaitalia nbapassion lagiornatatipo

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2 weeks ago

"La sua potenza è tutta in quella mano, nel destro che lui stesso chiama affettuosamente “Suzie Q” e che diverrà il suo marchio, una bomba sempre pronta a scattare, con la miccia sempre accesa, che in una frazione di secondo esplode e mette fine alla lotta. Ed è proprio l’attesa di quella frazione di secondo che rende i combattimenti di Rocky sensazionali, mentre il suo essere umile lo rende amato alla gente" Rocco Frances Marchegiano (diventerà 'Marciano', più facile per gli americani) è un bambino di Brockton, Massachussets, figlio di Pierino e Pasqualina, italiani emigrati dall’Abruzzo agli USA a inizio Novecento. Ha due sole cose in mente: non lavorerà mai nella fabbrica di scarpe dove lavora il padre e diventerà un grande giocatore di baseball. Per una beffa della vita, non sarà accettato nella squadra dei Chicago Cubs perché non ha abbastanza forza di lancio nel braccio destro. In compenso avrà una mano destra tanto potente da fargli registrare nella carriera di pugile quarantatré knock-out su quarantanove incontri. Tutti vinti. Si ritira nel 1956, campione di pesi massimi. Imbattuto. Rocky Marciano, la leggenda del pugilato.👑🥊 pugilato boxe boxelegend rockymarciano pesimassimi storiesportive gpssport fight match sport combattimento oldmatchbox storiedisport

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29 Marzo 1997, stadio Nereo Rocco, Trieste "Sono stato con più di mille donne nella vita, ma ne ho amate soltanto due" Lasciando da parte un attimo la percentuale dello 0,2%, che non è ciò su cui vogliamo porre l'attenzione oggi, è quel numero 1000 che vogliamo analizzare, perché non è una cifra qualsiasi, ma è un qualcosa che torna ricorsivamente nella sua vita, quella del Bomber Ed il titolo del suo libro è quasi un invito, un consiglio a farlo, "Chiamatemi Bomber" Noi lo facciamo ancora, ed abbiamo forse iniziato a farlo proprio in quella notte di 22 anni fa Italia Moldavia non è proprio una partita di cartello, ma è comunque una gara valevole per le qualificazioni ai Mondiali di Francia in programma l'anno successivo E c'è di più Al momento degli inni nazionali, l'Italia si presenta con uno score di 997 reti segnate nella propria storia, e considerate le capacità della squadra avversaria, le 4 cifre sono nell'aria Il primo goal è una perla assoluta, naturalmente con commento del grande Bruno Pizzul Zola sulla fascia sinistra si muove proprio come una Magic Box, mandando ai matti la difesa moldava, scarica la palla su Maldini che con una serpentina entra in area, salta due uomini ed insacca in diagonale mancino sul palo lontano Lo stesso Zola firma il raddoppio, ribadendo in porta una corta respinta del portiere su tiro di Dino Baggio 999, manca un solo goal al grande traguardo, e non poteva segnarlo che lui Quinto minuto della ripresa, Dino Baggio cerca Zola al limite dell'area che con un'intelligenza tattica superiore fa un velo che consente a Christian Vieri di stoppare e di sinistro spaccare la porta, come ci ha abituato poi a fare C'è un piccolo particolare che non vi abbiamo ancora detto, ovvero che quella partita era proprio il suo esordio in azzurro Bobo Vieri, l'antonomasia del Bomber sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore nazionale mondiali europei azzurri vieri christianvieri bobovieri bobo goal sslazio juventus seriea fiorentina

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28 marzo 1993, stadio Rigamonti, Brescia Torniamo indietro di 24 oreIl giorno precedente si stava giocando Roma Ascoli valida per il campionato Primavera Era bastato un solo tempo di gioco affinché questo ragazzo di appena 16 anni segnasse due goal Ma quel giorno la sua partita finì dopo i primi 45 minuti, in quanto la società fu avvertita che Thomas Hassler si era infortunato proprio durante la rifinitura "Ragazzino, cambiati e fai la borsa, si parte per Brescia" Riandiamo ora avanti di 24 ore La Roma è in vantaggio di 2 reti a 0 grazie a Caniggia e ad una punizione d'antologia di Sinisa Mihajlovic, il risultato è ormai acquisito, mancano una manciata di minuti al termine Minuto numero 42 della ripresa, proprio il serbo si avvicina alla panchina del connazionale Vujadin Boskov e gli suggerisce il cambio "Mister, fai entrare il ragazzino" "Quando Boskov mi ha detto scaldati pensavo ce l'avesse con Muzzi, seduto accanto a me. Non ci credevo, fu un'emozione indescrivibile" Esattamente 26 anni fa esordiva in Serie A un ragazzino chiamato Francesco Totti, uno che non ha bisogno di alcuna presentazione Una cosa però ci teniamo a dirla Al di là dei colori rappresentativi della squadra a cui ognuno è legato, ci sono giocatori che eliminano ogni possibile diatriba, conflitto o lontananza, perché questi giocatori esaltano uno sport, esaltano il calcio Non diciamo che Francesco non si sia mai macchiato nella sua carriera di episodi lontani dal puro Fair Play, ma vogliamo oggi esaltare uno degli ultimi numeri 10 in Italia, un artista, uno che vedeva il calcio un passaggio in anticipo rispetto agli altri E tutto cominciò una domenica di 26 anni fa, lontano da casa, ma vicino a tutto ciò per cui è nato, ovvero un rettangolo verde, un pallone, un numero 10 sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calcioroma asroma asroma1927 asr asr1927 totti francescototti totti10 francescototti10 ft10 seriea esordio capitano numero10

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3 weeks ago

Repost romanzosportivo_ with repostsaveapp 27 Marzo 1871, Raeburn Place, Edimburgo È passato qualche anno da quel lontano 1823, data uniformemente associata a William Webb Ellis e alla sua storica corsa Questo racconto è quasi leggenda Midlands occidentali, contea di Warwickshire Si giocava una partita di football, quando ad un certo punto quel ragazzo raccolse la palla e iniziò a correre verso la linea di fondo campo tenendo la sfera tra le mani, e schiacciando poi il pallone a terra Inutile dirvi quanto quel gesto non passò inosservato, ed è anche inutile dirvi che la città nella quale si giocava era proprio Rugby 48 anni dopo quell'episodio, ed esattamente 148 anni fa, venne giocato il primo match internazionale della storia della palla ovale, e se da una parte c'è la Scozia, dall'altra non può esserci che l'Inghilterra La partita viene descritta dalle poche fonti come una grande mischia Sono i padroni di casa segnare la prima meta Dopo la trasformazione, il punteggio recita 3 a 0 per i padroni di casa Si, perché la meta valeva un punto, e la trasformazione due Per questo la meta veniva chiamata "try", in quanto schiacciare la palla oltre la linea di fondo concedeva il diritto di provare a trasformare Gli inglesi vanno in meta ma non trasformano, per cui è 3 a 1 La Scozia non ci sta e segna ancora senza riuscire a calciare correttamente, 4 a 1 È evidente quanto questo punteggio sia totalmente ininfluente ai fini della storia, perché quello che conta è ciò che questa data rappresenta Rappresenta sicuramente la prima battaglia rugbistica nella lunga storia di queste nazioni, e più che della sconfitta dell'Inghilterra, è giusto parlare della sconfitta dei pregiudizi e dello scetticismo di chi vide in quella corsa di William Webb Ellis un atto folle, isolato e senza futuro Perché il futuro è ancora tutto da scrivere, attraverso un magnifico pallone ovale sport romanzosportivo igsport igsports rugby calcuttacup storiedisport storiesportive igersitalia sports sportlife instagram italrugby webbellis ovale pallaovale rugbymeet

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27 Marzo 1871, Raeburn Place, Edimburgo È passato qualche anno da quel lontano 1823, data uniformemente associata a William Webb Ellis e alla sua storica corsa Questo racconto è quasi leggenda Midlands occidentali, contea di Warwickshire Si giocava una partita di football, quando ad un certo punto quel ragazzo raccolse la palla e iniziò a correre verso la linea di fondo campo tenendo la sfera tra le mani, e schiacciando poi il pallone a terra Inutile dirvi quanto quel gesto non passò inosservato, ed è anche inutile dirvi che la città nella quale si giocava era proprio Rugby 48 anni dopo quell'episodio, ed esattamente 148 anni fa, venne giocato il primo match internazionale della storia della palla ovale, e se da una parte c'è la Scozia, dall'altra non può esserci che l'Inghilterra La partita viene descritta dalle poche fonti come una grande mischia Sono i padroni di casa segnare la prima meta Dopo la trasformazione, il punteggio recita 3 a 0 per i padroni di casa Si, perché la meta valeva un punto, e la trasformazione due Per questo la meta veniva chiamata "try", in quanto schiacciare la palla oltre la linea di fondo concedeva il diritto di provare a trasformare Gli inglesi vanno in meta ma non trasformano, per cui è 3 a 1 La Scozia non ci sta e segna ancora senza riuscire a calciare correttamente, 4 a 1 È evidente quanto questo punteggio sia totalmente ininfluente ai fini della storia, perché quello che conta è ciò che questa data rappresenta Rappresenta sicuramente la prima battaglia rugbistica nella lunga storia di queste nazioni, e più che della sconfitta dell'Inghilterra, è giusto parlare della sconfitta dei pregiudizi e dello scetticismo di chi vide in quella corsa di William Webb Ellis un atto folle, isolato e senza futuro Perché il futuro è ancora tutto da scrivere, attraverso un magnifico pallone ovale sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia rugby rugby🏉 rugby15 italiarugby italrugby rugby13 ellis webbellis corsa ovale pallaovale seinazioni 6nazioni 6nations scozia inghilterra

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3 weeks ago

26 Marzo di un range che oscilla tra il 1962 ed il 1974, Lagos, Nigeria Ed è già poesia Si, perché avete capito bene, si conosce il suo giorno di nascita, ma non l'anno, nascosto in un gap immenso di 12 primavere delle quali nessuno con sicurezza può affermare quale sia quella corretta, tutti ad eccezione di lui Soffia oggi su una torta con un numero imprecisato di candeline Taribo West, una delle personalità più eclettiche della storia del calcio Il modo migliore per raccontare una mente del genere è attraverso le parole di chi la sua personalità l'ha vissuta, e non possiamo non iniziare dai ricordi di Javier Zanetti “Taribo è scomparso per un mese. Non sapevamo dov’era, Kanu era suo amico e non lo trovava, lo cercavamo tutti. Un giorno è tornato con una tunica. Taribo - gli abbiamo detto - ti cercavamo da un mese E lui: "Mi sono sposato, nel mio Paese si usa così" Ma almeno ci potevi avvisare, gli ho detto" Un altro curioso siparietto venne in seguito raccontato dal suo allenatore dell'epoca, Marcello Lippi "West? Che tipo Un giorno eravamo tutti a tavola con la squadra e lui non c’era Dico a uno dello staff: "Vai a vedere che sta facendo Taribo" Viene lui e mi dice: “Stavo pregando mister, Dio mi ha detto che oggi devo giocare" E io: “Strano, a me Dio non ha detto niente Vieni a mangiare che è meglio, pregherai dopo" Compie oggi gli anni uno dei difensori più cattivi della storia del calcio, un uomo di Dio al di fuori del campo ed un killer al suo interno Non sappiamo quanti ne fai, ma ti facciamo gli auguri lo stesso Buon compleanno Taribo sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia inter fcinter internazionale west taribowest seriea serieaoperazionenostalgia calcio calciocalciatore nigeria treccine ronaldo zanetti lippi fcinternazionale

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3 weeks ago

🎯RESILIENZA "oggi ho imparato a osservare le difficoltà da un altro punto di vista! Allenano alla famosa resilienza! Figooo😃💪 Athýke Ogni singolo atleta contribuisce a creare il carattere e l'identità della squadra mettendo a dislosizione i propri punti di forza. Quello di Maddalenamusumeci è la resilienza. Grazie alla pallanuoto ha sviluppato e allenato questa competenza e oggia sia nel lavoro sia nella è la sua principale alleata! Tantissimi auguri a una grande atleta storica del Setterosa ❤❤❤❤💪💪💪💪 happybirthday 7rosa nazionalepallanuoto pallanuotofemminile pallanuotoitalia coni italiateam pallanuotogirls federazionenuoto waterpolo worldwaterpolo worldteam storiesportive storiedidonne donnesport pariopportunità books libridaleggere storie occhiditigre instasport aurorapucciomentalcoach sportcoaching

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25 Marzo 1986, San Giovanni in Persiceto Dall'Europa all'America, dall'Italia agli Stati Uniti, da un piccolo paese in provincia di Bologna fino al tetto del mondo Ciò che vi stiamo per raccontare è un viaggio lungo, pieno di curve insidie ed imprevisti, un viaggio che in pochi, pochissimi, possono rimboccarsi le maniche e con mille sacrifici provare ad affrontare Sono ancor di meno quelli che riescono a portarlo a compimento dopo essere stati scelti per iniziarlo, ed uno di questi nasceva 33 anni fa, in un piccolo puntino sulla mappa della nostra penisola Chi ha sentito parlare di Gregg Popovich sa benissimo che non è uno qualunque, senza dubbio uno tra i 5 migliori allenatori di tutti i tempi Pop è un generale, una figura rispettata dai suoi stessi giocatori, da arbitri allenatori e avversari Per guadagnarti il suo di rispetto il talento non basta, servono le gocce di sudore versate sul campo con spirito di sacrificio E lui il suo rispetto se lo è meritato, attraverso un rapporto puro e sincero ma soprattutto attraverso un'impresa mai riuscita ad un italiano prima, vincere un anello Estro, talento, killer instinct, capacità di prendersi un tiro da ogni posizione e sotto ogni forma possibile di equilibrio, leadership nei momenti chiave ma anche lettura del gioco, intelligenza e capacità di stare in campo con i compagni 33 anni fa nasceva Marco Belinelli, uno dei più forti giocatori italiani di tutti i tempi, un predestinato che da un piccolo paesino in provincia di Bologna si è fatto strada con la maglia delle V nere prima e della Fortitudo poi, ma soprattutto un ragazzo umile che con l'etica del lavoro è arrivato a giocare in NBA e a vincere un titolo, oltre che uno storico 3-point contest nell'All Star Weekend 2014 Tanti auguri Beli sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia belinelli marcobelinelli beli nba sanantonio sanantoniospurs spurs 3point 3pointcontest titolo anello allstarweekend popovich greggpopovich pallacanestro basket

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3 weeks ago

24 Marzo 1991, San Paolo, Brasile Ciò che accadde esattamente 28 anni fa è comparabile al finale di un film che ti tiene incollato allo schermo Perché a volte lo sport è capace di scrivere storie che sembrano finzioni per quanto sono commoventi, e questa è una di quelle Siamo ad Interlagos, si corre il Gran Premio del Brasile Immaginate cosa rappresenta la corsa di casa per un uomo che nacque 31 anni prima proprio a San Paolo È talmente emozionante che anche per un campione del Mondo che correva in Formula 1 da 7 anni era diventato un tabu', non era mai riuscito infatti a salire sul gradino più alto del podio Si spegnono le luci, Ayrton scatta più veloce di tutti e fa il vuoto, dopo 8 giri ha un vantaggio di 3 secondi sugli inseguitori Ma il Leone d'oltremanica Nigel Mansell non ci sta e si riporta pian piano sul pilota di casa, ma complici vari problemi durante i pit stop pian piano si allontana Sessantesimo giro, il destino sembra voltare le spalle al beniamino di casa Il cambio della sua McLaren ha un problema, non entra più la quarta Ma non può arrendersi, non per così poco, ed infatti non lo fece Ayrton continua a disegnare le curve in maniera perfetta, ma il destino lo abbandona del tutto Le marce, una dopo l'altra, cominciano ad essere fuori uso, ad eccezione della sesta, ma con il motore totalmente sotto giri durante le ripartenze in curva perde 5 secondi a giro da Patrese che lo inseguiva Ma a poche tornate dal termine inizia a piovere a dirotto, pioggia che gli consente di tagliare il traguardo con l'ovazione dell'intero pubblico e di un intero paese Pochi giorni fa sarebbe stato anche il tuo compleanno Abbiamo voluto ricordarti così, con la tua vittoria più bella della carriera, quella che hai aspettato per 8 anni, ma quella che è arrivata nel modo più bello Ayrton Senna, uno dei piloti più forti di tutti i tempi sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia senna ayrtonsenna formula1 f1 fia ferrari mclaren granpremio gp gpbrasil hamilton vettel schumacher imola interlagos formulauno

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23 Marzo 1986, Forlimpopoli "Papà mi diceva sempre che avrei fatto strada Ha avuto ragione: ne ho fatta parecchia, ma come autista di mio figlio A due anni e mezzo sul triciclo andava a tutta in derapata nel capannone dove lavoravamo Non urtava mai, non cadeva A tre anni e mezzo aveva il Teneré elettrico: ‘Papà — mi ha detto — voglio una moto che faccia rumore come la tua’ Io gli risposi: ‘Ma devi imparare ad andare in bici senza rotelle’, e lui: ‘Allora toglimele’ L’ho fatto, e lui è partito subito Il giorno dopo aveva la moto E’ stato un quarto d’ora a guardarla in silenzio Poi, a 14 anni, ha scelto la velocità Non l’ho mai contraddetto” Un figlio non può essere raccontato in maniera migliore se non con le parole di un padre o una madre, ed in questo caso è stato Antonio a regalarci questo aneddoto E per la sua famiglia, la vita non è stata così facile Lui e la moglie infatti avevano un'azienda di poltrone che riforniva due grandi marchi, entrambi falliti nei primi anni 90 Ma queste difficoltà sono state la loro forza, le fondamenta di una famiglia, e soprattutto il motivo per non cercare scuse nelle gare del figlio Meccanici, gomme, moto, nulla di tutto questo, perché non avendo disponibilità economiche, il meccanico lo faceva papà Antonio, fornendo al suo ragazzo una moto che valeva il 70% delle altre, perché tanto il restante 30% ce lo metteva lui con il suo talento Compie oggi 33 anni Andrea Dovizioso, campione della classe 125 nel 2004, pilota che ha raccolto troppo poco se comparato con l'estro e la bravura con la quale danza tra i cordoli E noi oggi ti vogliamo augurare questo, di riempire la tua carriera di gioie tanto quanto è grande il tuo cuore, perché quei secondi posti nel motomondiale degli ultimi 2 anni si trasformino nel trionfo che ti meriti Tanti auguri Dovi sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia moto motogp motociclismo ducati honda dovizioso dovi andreadovizioso valentinorossi valentinorossi46 marquez marcmarquez dovipower dovi04 andreadovizioso04 vr46

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3 weeks ago

22 Marzo 1967, Lucca Il traguardo si sta per avvicinare, la vittoria è lì che aspetta solo chi è disposto a fare di tutto per prendersela Ma prima di quella vittoria c'è un muro costituito da un centinaio di altri ciclisti, pronti anch'essi a combattere pur di salire sul gradino più alto del podio a brindare 500 metri, la volata è vicina, le squadre iniziano ad organizzarsi e i velocisti lottano per prendersi le posizioni migliori, esattamente dietro i gregari che quella volata la stanno per tirare al proprio leader per poi defilarsi, uomini dal cuore d'oro che si prodigano per il proprio capo squadra senza avere mai un momento di gloria puramente personale 400 metri, iniziano i primi sprint, 300 metri, il gruppo si apre a ventaglio, 250 metri, 200 metri, i gregari si sono defilati, ma i velocisti lottano come leoni su una preda da sbranare Vince chi mette la propria ruota davanti a tutti gli altri, e quasi sempre vinceva lui, SuperMario, il velocista italiano più forte di tutti i tempi Compie oggi 52 anni una leggenda del nostro ciclismo, una delle figure più eclettiche salite su una bicicletta, capace di vincere una cosa come 42 tappe al Giro d'Italia, 12 al Tour de France e 3 alla Vuelta de Espana, per un totale astronomico di 57 trionfi nei Grandi Giri a tappe che lo avvicinano in maniera considerevole al cannibale, al grande Eddy Merckx, che vanta 65 vittorie in totale Ci hai fatti sognare, ci hai fatti emozionare, ci hai fatti esultare Tanti auguri a Mario Cipollini, il Re Leone sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia ciclismo ciclisti ciclista bici bicicletta velocista velocita volata giroditalia tourdefrance magliarosa magliagialla cipollini mariocipollini vueltaaespaña pedalare

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4 weeks ago

21 Marzo 1980, Porto Alegre, Brasile Provate a prendere un pallone e a lanciarlo verso il cielo, il più in alto che potete, quasi a raggiungere ogni stella del firmamento, quasi a vederlo totalmente scomparire per poi apparire di nuovo per via della gravità terrestre Quando quel pallone si avvicinerà verso il suolo, allora siate pur certi che, a prescindere dalla sua velocità, lui sarà in grado di controllarlo ed inchiodarlo a terra Piede destro, sinistro, testa, schiena, spalla, ginocchio o tacco, poco importa, quel che conta è che la palla faceva esattamente ciò che lui le diceva di fare, perché 39 anni fa, a Porto Alegre, nasceva un autentico fenomeno Correva l'anno 2005, un Barcellona galattico contendeva la Liga ad un Real Madrid altrettanto stellare Si gioca al Santiago Bernabeu, è il giorno del Classico Dopo l'1 a 0 di Samuel Eto'o, goal stupendo propiziato da una serpentina della Pulga, Lionel Messi, il Barcellona gioca di rimessa Contropiede blaugrana, Dinho riceve la palla subito dietro la linea di centrocampo, avanza velocissimo, accarezzandola solo con il piede destro, salta secco Sergio Ramos sulla trequarti, entra in area, salta anche Helguera rientrando verso il centro e di destro batte Iker Casillas dopo una cavalcata di 50 metri Il terzo goal, suo secondo personale, è molto simile Riceve palla su una ripartenza, salta ancora il numero 4 con la Camiseta Blanca ma questa volta verso il fondo e di destro trafigge ancora una volta Iker Casillas Il Santiago Bernabeu, nonostante lo 0-3 nella partita più importante per ogni tifoso di Madrid, si alza tutto in piedi, ad applaudire un autentico fenomeno, un giocoliere, un visionario del calcio, uno dei giocatori, forse il giocatore, più tecnico di tutti i tempi 39 anni fa nasceva Ronaldo de Assis Moreira, detto Ronaldinho Tanti auguri Gaucho sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calcioilcalcioèdichiloama barcellona barcelona lionelmessi andreapirlo realmadrid sergioramos ronaldinho futbol dinho gaucho acmilan calciatore pallonedoro

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4 weeks ago

20 Marzo 1990, Staples Center, Los Angeles Ritirare un numero di maglia per una franchigia NBA parte dall'ipotesi che non ci possa essere nessun altro giocatore nella storia che possa permettersi di indossarlo O magari ce ne sono e ce ne saranno, ma è un segno di rispetto, simbolo del fatto che quel numero appartiene solo a quel giocatore, identificativo di lui e del suo modo di giocare, non condivisibile con nessun altro Esattamente 29 anni fa, i Los Angeles Lakers mettevano fine per sempre al numero 33 in Purple and Gold, perché quella maglia appartiene solo ed unicamente a Ferdinand Lewis Alcindon Jr., o meglio Kareem Abdul Jabbar Prendete la top5 dei marcatori NBA all time All'ultimo posto di questa speciale classifica troviamo Michael Jordan, ma solo per quella piccola parentesi nel baseball, a quota 32292 Segue LeBron James, ancora in attività, a quota 32439, Kobe Bryant a 33643, il Postino Karl Malone a 36928 ed infine lui, lassù da solo, ad un incredibile cifra di 38387 punti in carriera Volete sapere chi? Naturalmente Kareem Abdul Jabbar, l'uomo che rivoluzionò la pallacanestro, l'uomo che utilizzò lo Skyhook, ovvero il gancio cielo, per diventare il miglior realizzatore nella storia della Lega È un tiro semplicemente immarcabile Le spalle sono ruotate di 90° generalmente rispetto al canestro, la gamba sinistra è in estensione, il ginocchio destro è alzato, il braccio sinistro alto a tenere distante il difensore sulla linea di canestro ed il polso destro a dare rotazione alla palla nel punto più alto dell'elevazione È assolutamente instoppabile, ed è scomparso nella pallacanestro moderna 29 anni fa, i Lakers ritiravano la maglia numero 33 di Kareem Abdul Jabbar, portandola in alto nel palazzetto, portandola nell'Olimpo del basket sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia basketball basket basketuniverso nba nbareligion nbarecord lakers losangeleslakers jabbar kareemabduljabbar skyhook ganciocielo pallacanestro lebron kobebryant michaeljordan

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4 weeks ago

19 Marzo 2017, Aspen, Colorado 3 come il numero perfetto, 3 come i suoi successi stagionali, 3 come i gradini del podio, tutti completamente tinti di azzurro Esattamente 2 anni fa, 3 ragazze italiane si prendevano letteralmente l'America, abbracciandosi al termine di una gara pazzesca che le ha viste protagoniste indiscusse, andando a piazzare una storica tripletta dopo quella di Narvik il 2 Marzo del 1996 con ordine di arrivo che recitava Deborah Compagnoni, Sabina Panzanini ed Isolde Kostner Stavolta le attrici sono diverse, ma è il risultato a non cambiare, ovvero quello dell'Italia in rosa che domina la Coppa del Mondo a squadre Federica Brignone, Sofia Goggia e Marta Bassino, sorelle diverse di un'unica scuola di sci, quella della nostra nazione, unite da una prestazione sontuosa proprio nell'ultimo gigante della stagione Federica non fa neanche in tempo a tagliare il traguardo che Sofia e Marta le corrono incontro, stringendosi in un abbraccio meraviglioso tutto italiano, salendo insieme sul podio per un trionfo globale più che personale, il trionfo di una squadra in uno sport meramente individuale 2 anni fa, queste campionesse portavano il tricolore in cima al Colorado, in cima al mondo dello sci alpino sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia sci sciare sciatrice sciatori neve inverno montagna coppadelmondodisci coppadelmondo gigante sofiagoggia federicabrignone martabassino discesalibera slalom slalomspeciale

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1 month ago

18 Marzo 1893, Novi Ligure "Vai Girardengo, vai grande campione nessuno ti segue su quello stradone Vai Girardengo, non si vede più Sante è sempre più lontano, è sempre più distante" Con queste parole il maestro Francesco De Gregori, uno degli ultimi esempi del cantautorato italiano, raccontava una storia di un'altra epoca, che viene tramandata attraverso i racconti dei nonni ed il testo di chi l'ha messa in musica affinché non si perda negli annali La storia del bandito ed il campione Ma chi si nasconde dietro questa leggenda, a che tipo di rapporto si fa riferimento, ma soprattutto chi sono il bandito ed il campione, questo proviamo a raccontarvelo noi Anche essendo nati nello stesso paese, una volta era facile prendere strade diverse, complice la Grande Guerra, ma soprattutto complice la grande miseria dei primi anni del Novecento Da una parte un bandito, Sante Pollastri, che certo andava in bicicletta da bambino, strada dalla quale devio' ben presto diventando un malavitoso ricercato in tutta Europa Dall'altra, Costantino Girardengo, detto Costante, il campione, il primo Campionissimo della storia del ciclismo italiano Ma cosa ci fanno un bandito ed un campione insieme? Ben poco, perché è vero che i due si conoscevano, essendo nati nello stesso paesino a soli 6 anni di distanza, ma non c'entravano nulla l'uno con l'altro Avevano un amico in comune, Biagio Cavanna, massaggiatore di Girardengo, che si dice fu il tramite attraverso il quale il bandito ed il campione si incontrarono a Parigi nel 1927 dietro le quinte di una manifestazione su pista Si diedero appuntamento a Novi Ligure, ma Sante non ci arrivò mai, lo arrestarono prima Esattamente oggi di 126 anni fa nasceva Costante Girardengo, il primo esempio del campione in bicicletta nella storia di questa penisola sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia ciclismo giroditalia tourdefrance ciclismosupista campionissimo campione girardengo pollastri bandito milanosanremo ciclista ciclisti bicicletta degregori francescodegregori ilcampione

1922
1 month ago

17 Marzo 1939, Cusano Milanino Sarà quella magia attorno alla sua persona, sarà il suo fischio, marchio di fabbrica conosciuto in tutto il mondo, sarà il suo palmares, o forse la sua totale conoscenza del calcio che lo rendono uno dei più grandi maestri di sempre Fatto sta che 80 anni fa, in un piccolo paese in provincia di Milano, nacque un uomo divenuto poi leggenda "Chi non è nato povero non può capire. Si godeva di niente, in quegli anni di ricostruzione. Il boom era dietro l’angolo, ma chi se ne accorgeva in quel piccolo mondo tra periferia e paese?" Già, quel piccolo paese, terra nella quale nacque da una famiglia di contadini bergamaschi, dove non aveva un pallone ed era costretto ad imbottire di paglia una vescica di maiale E proprio dal campo del paese fu notato da un osservatore del Milan che lo portò appena diciassettenne a Rogoredo per il provino che gli cambierà la vita Poi le Olimpiadi di Roma 1960, quella cantina dove conobbe Paola, la nipote del titolare, ma anche donna della sua vita e successivamente madre dei suoi figli, ma soprattutto l'anno seguente al Milan dove trovò il maestro Nereo Rocco, icona del calcio e suo mentore La sua vita di allenatore gli regalerà 10 scudetti, 5 Coppe nazionali, 1 Coppa dei Campioni, 3 Coppe UEFA, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa Europea ed 1 Coppa Intercontinentale Semplicemente, ha vinto tutto Chi non esalta la leggenda attorno alla sua persona è uno "Strunz" qualunque, accusato insieme a Mario Basler e Mehmet Scholl di essere sempre infortunato ma di andare poi a giocare a tennis, nella conferenza stampa più bella di sempre Ma lui non lasciava nulla al caso, mai "Don't say the cat is in the sac when you have not the cat in the sac" Genio nella vita e genio nel calcio, semplicemente, inconfutabilmente, icona simbolo e mito Tanti auguri Trap sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia calcio calciocalciatore allenatore trapattoni giovannitrapattoni trap juventus juve scudetto strunz coppauefa championsleague europaleague coppadeicampioni milan

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1 month ago

16 Marzo 1996, Las Vegas, Nevada Il ritorno del campione, o meglio, il campione che torna ad essere sé stesso Esattamente 23 anni fa, Mike Tyson si riprendeva ciò che era suo, uscendo da quella strada buia che prese la sua vita, quando era solo destinato ad una ascesa di luce Il potere che ha una singola sconfitta può sconvolgere un'esistenza, se non si hanno i giusti mezzi per gestirla E da quel lontano 11 Febbraio 1990 la vita di Mike non fu più la stessa La prima volta che il suo corpo vide l'onta del tappeto per via dei guantoni di Bouster Douglas, storia che vi abbiamo narrato in uno dei precedenti racconti, corrispose con la totale perdita di testa da parte del fenomeno di New York Nel 1991 fu incarcerato con accusa di stupro nei confronti di Desiree Washington, venendo rilasciato solamente 4 anni dopo Dal momento della sua scarcerazione, Iron Mike combatté due volte, contro Peter McNeeley prima e Buster Mathis Jr. poi, mandando al tappeto entrambi, fino ad arrivare a quella notte di 23 anni fa, quando dopo anni di vuoto tornava finalmente sul ring a combattere per il titolo, il suo titolo, quello dei pesi massimi Davanti a lui quel giorno c'era Frank Bruno, ottimo pugile, ma condannato in partenza L'incontro fu completamente a senso unico, con Mike che dominò completamente il suo avversario fino al terzo round, quando l'arbitro fermò il match con Bruno incapace di reagire ad una serie di 13 colpi consecutivi del gigante Quel giorno, il discusso campione newyorkese portò a termine la sua 44esima vittoria in carriera, mantenendo il numero di sconfitte ad 1 Quel giorno, un re si riprendeva il suo trono, un re chiamato Mike Tyson sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia boxing boxe pugilato guantoni tyson miketyson lasvegas pesimassimi heavyweight ring gong round pugile pugilistica boxer ironmike

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15 Marzo 1989, Stadio San Paolo, Napoli Il termine remuntada nel calcio è stato coniato in tempi recenti, forse perché una volta ribaltare un risultato in campo europeo era ancor più difficile di quanto lo sia ora E per ogni tifoso partenopeo che ne abbia memoria, le idi di Marzo di 30 anni fa rappresentano semplicemente la partita più bella della storia del Napoli Coppa UEFA, quarti di finale di ritorno, incontro Napoli Juventus All'andata i bianconeri riuscirono a strappare un 2-0 che rendeva l'impresa a dir poco proibitiva per gli azzurri Sugli spalti, 83089 persone pronte a sostenere e trasportare gli 11 di casa Il San Paolo è un'autentica bolgia L'atmosfera si scalda subito Bastano infatti solamente 10 minuti al Napoli per passare in vantaggio Bruno trattiene in area di rigore Carnevale, El Diez non si fa ipnotizzare da Tacconi ed il tabellone luminoso segna 1 a 0, Diego Armando Maradona Il Napoli sulle ali dell'entusiasmo continua a spingere trovando il raddoppio a fine primo tempo con Carnevale su assist di Alemao Il secondo tempo si gioca su ritmi più compassati, complice la parità assoluta e la paura di subire un goal Le squadre, stremate, arrivano ai supplementari, che si giocano senza un reale pericolo per i portieri, fino a quando non arriviamo al minuto 119 Careca raccoglie una corta respinta della difesa bianconera, la mette in mezzo laddove spunta dal nulla la testa di Ranica che batte Tacconi È semplicemente l'apoteosi, il San Paolo esplode come una bomba ad orologeria, ed il DS Pavarese in seguito racconterà “Stavamo facendo la lista dei rigoristi, quando improvvisamente ci ritrovammo a centrocampo, senza capire nulla” Quell'anno, il Napoli portò sotto il Vesuvio una storica Coppa UEFA, nel segno del numero 10, nel segno di Diego Armando Maradona sport romanzosportivo igsport igsports italia storiedisport storiesportive igersitalia sports sportsnews sportlife instagram instagramitalia maradona diegoarmandomaradona diegoarmando elpibedeoro pibedeoro napoli scudetto argentina coppauefa calcio calcioilcalcioèdichiloama seriea hovistomaradona futbol eldiez

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